L’idea di partecipare a questo concorso è nata dal desiderio di valorizzare un patrimonio artistico e culturale italiano. Il Ticinum Cultural Pavi(a)lion nasce dall’analisi dell’apparato urbano e vuole essere uno spazio flessibile e inclusivo, con un target prevalentemente giovane.
Il progetto ha vinto la menzione d’onore della giuria internazionale.
Il progetto consiste in uno spazio fluido, per essere flessibile e adattabile e per interagire da ogni prospettiva con l’esterno e il fiume. Nel cuore di questo spazio c’è un volume centrale introverso che contiene attività e servizi più privati, grazie all’unica parete esistente, che è stata mantenuta per separare lo spazio fluido delle aree studio ed espositive, dall’area permanente del piccolo bistrot.
L’ingresso principale all’edificio avviene tramite una rampa di ingresso dal livello del fiume e conduce a gradini quadrati e terrazzati che accompagnano il terreno verso il fiume. Il piano terra è dedicato ad attività più didattiche, studio e spazio di lavoro per l’uso quotidiano, mentre il primo piano è dedicato ad attività diverse e intercambiabili per un pubblico più ampio, dalla sala conferenze allo spazio espositivo, agli spazi laboratorio e all’area giochi per bambini. L’area esterna è pensata per essere un luogo di sosta, sia per chi arriva dalla città a piedi o in bicicletta sia per chi proviene dal fiume, per favorire la mobilità slow anche attraverso l’acqua.



