Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

Il Vitra Campus è il quartier generale della nota azienda di mobili tedesca Vitra. Si trova a Weil am Rhein, in Germania, a pochissimi kilometri al confine con la Svizzera. Oltre ad essere il centro di produzione e degli uffici, nonchè spazio espostivo, è anche una collezione unica di architetture, progettate da archistar di fama internazionale:  Zaha Hadid, Nicholas Grimshaw, Alvaro Siza, Frank Gehry, Tadao Ando, Buckminster Fuller, Jean Prouvé, Renzo Piano, Herzog & De Meuron, Sanaa, solo per citare i più celebri.

La storia del Vitra Campus

Questa sede fu scelta nel 1950 poichè nelle vicinanze di Basilea, dove sorgeva il negozio di mobili di colui che avrebbe fondato la Vitra. Nel 1981 un incendio distrusse la maggior parte degli stabilimenti e da lì nacque l’idea di renderlo una zona di sperimentazione libera per gli architetti di tutto il mondo.

«Dal Weissenhof di Stoccarda del 1927, non c’è stata una raccolta in un luogo solo di un gruppo di edifici progettati dagli architetti più illustri del mondo occidentale.» Philip Johnson

Un’idea di mecenatismo, precoce rispetto alla grande diffusione che ha oggi. Un’idea di libertà, che ricalca in maniera inconfondibile le associazioni di architetti, molto diffuse in Germania prima della Seconda Guerra Mondiale, come per esempio il Deutsche Werkbund e il Weissenhofsiedlung.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

La VitraHaus ad opera dello studio svizzero Herzog & de Meuron

Le architetture sono tantissime ed elencarle tutte sarebbe forse un po’ noioso. Io sono stata invitata in un paio di occasioni a visitare il Vitra Campus e ho pensato di guidarti tra le più belle e imperdibili che ci sono.

VitraHaus – Herzog & De Meuron

Non posso non cominciare da qui. La celeberrima VitraHaus, dal 2010 il simbolo del Vitra Campus. Realizzata dallo studio Herzog & de Meuron, la VitraHaus è il negozio principale della Vitra e in questo edificio multipiano si viene risucchiati da ispirazioni per la casa e pezzi iconici della collezione Vitra. Il percorso parte dall’alto verso il basso e si dipana attraverso i bracci in maniera circolare e del tutto naturale: dall’interno non si ha la percezione di quello che appare invece in facciata, ma la vista che si gode dalle aperture è spettacolare. Al piano terra si trova la reception, il guardaroba, un caffè e uno shop.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

All’interno della VitraHaus

L’edificio è composto da 12 lunghe case con tetto a capanna (case a forma di casa!), che sono appoggiate le une sulle altre e incastrate tra loro, per formare un edificio di cinque livelli. Il concept che ha portato allo sviluppo di questa struttura unica nel suo genere è l’espressione del pluralismo che contraddistingue la mission di Vitra in tutti i suoi aspetti: direi che ci sono riusciti.

Vitra Design Museum e Factory Building – Frank Gehry

Si tratta del primo progetto in Europa dell’architetto americano Frank Gehry. Questo tipo di struttura si distacca dal postmodernismo che fino ad allora aveva contraddistinto il lavoro di Gehry e diventa l’inizio di quegli studi sulle forme che porta avanti ancora oggi.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

Il Vitra Design Museum

Il Vitra Design Museum è un volume cubico, totalmente bianco con il tetto verde in zinco, che si “sfoglia” in pure forme geometriche. Descrivere un edificio di Gehry non è mai un’impresa facile e forse proprio per questo mi affascinano le sue architetture.

All’interno è totalmente dinamico, con un corpo centrale di distribuzione a spirale e parti di struttura singola che interrompono l’andamento lineare e appaiono dal nulla, con doppie altezze, bucature e passerelle. La principale fonte di luce è una finestra sul tetto a forma di croce. Siamo davanti al decostruttisvismo puro.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

La fabbrica

Appena dietro al museo e con le stesse finiture si trova anche la fabbrica, il Factory Building. Il corpo principale è molto semplice e richiama immediamente la funzione che ospita, anche se l’accesso e i locali per i servizi richiamano in maniera inequivocabile il Vitra Design Museum.

Fire Station – Zaha Hadid

La stazione dei pompieri è stato il primo lavoro realizzato dell’architetta inglese Zaha Hadid. Assieme al Vitra Design Museum è considerato un edificio chiave della corrente decostruttivista. Sicuramente infatti tutto sembra tranne che una stazione dei pompieri e ad oggi viene utilizzata come spazio espositivo o sala conferenze.

Una foto pubblicata da Violetta Breda (@architempore) in data:

L’opera è in cemento armato senza finiture particolari, con linee nette ma scomposte in vari livelli tra loro. La pensilina si alza verso l’alto e i pilastri centrali sono inclinati, mentre la struttura di base funge da “peso stabile” e bilancia la composizione. Si tratta di un lavoro ampiemente criticato per la sua mancanza di praticità, ma non si può certamente negare che sia arte.

Dome – Richard Buckminster Fuller

Buckminster Fuller è noto per le sue sperimentazioni azzardate. Azzardate per l’epoca in cui sono state pensate e realizzate: tra queste vi è proprio il Dome, una struttura geodetica pensata nel 1975 come supporto per le basi militari in guerra.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

Dome di Buckminster Fuller e sullo sfondo la VitraHaus

Nel 2000 è stata montata qui nel Vitra Campus e viene usata come piccolo spazio espostivo.

Petrol Station – Jean Prouvé

Anche questa struttura è stata pensata per altri scopi e ricostruita nel Vitra Campus nel 2003. Si tratta di una stazione per il rifornimento, precedentemente situata in un’area servizio in Francia e costruita nel 1953.

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La Petrol Station di Jean Prouvé

Questa piccola stazione è costituita da una struttura di angolari in alluminio, accorpati a pannelli perforati. La struttura portante differisce in maniera netta dalle partizioni, una differenza che viene evidenziata anche dalla differenza di colore.

Diogene – Renzo Piano

Non è tra le opere più famose realizzate per la Vitra, ma si tratta della più piccola architettura presente: è uno spazio di 6 mq, concepito come architettura temporanea, che riunisce le funzioni vitale necessarie per vivere.

Le architetture del Vitra Campus da non perdere!

Diogene di Renzo Piano + RP Building Workshop e sullo sfondo la Vitra Slide Tower di Carsten Höller

Io l’ho notato subito, solo soletto nella piana di fronte alla VitraHaus!

Vitra Schaudepot – Herzog & De Meuron

Come dicono gli inglesi “Last, but not least”! (in ultimo, ma non per importanza) Questo edificio ha completamente rivoluzionato il Vitra Campus. La nuova struttura si presenta all’esterno come un vecchio fabbricato industriale, che richiama quello presente prima dell’incendio. I mattoni sono spezzati a metà, in modo da esporre in facciata la loro parte interna, lavoro realizzato a mano in situ per rendere la texture finale più dinamica.

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L’esterno del Vitra Schaudepot di Herzog & de Meuron

L’interno invece è completamente diverso: io ho avuto la fortuna di visitarlo poco prima della sua inaugurazione (ma non mi è stato permesso fare foto in quell’occasione). Il bianco candido, le numerose luci e la morbidezza degli angoli sono in netto contrasto con l’idea di “conservazione” che caratterizza l’esterno. In questa sede è esposta la collezione permanente e alcune mostre temporanee. Si collega all’interno ad un’altra parte di uffici, biblioteca, spazi di ristoro e un caffè.

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