Vorrei una cucina per maschi. Sono stufa di leggere articoli in cui si parla di “stanza preferita di noi donne” o “il regno femminile”. Ho iniziato a rifletterci seriamente quando, l’altro giorno, mi sono imbattuta in un post su una pagina di interior design che seguo che diceva: “un ambiente molto caro a noi donne: la cucina.”
Vorrei davvero una cucina per maschi, una cucina che sia inclusiva.
Non voglio fraintendimenti: non parlo di colori scuri, di metalli e legni grezzi. Non parlo di quegli elementi che vedo sempre definiti come “maschili”, “virili”. Anche riguardo questo argomento potrei aprire moltissime parentesi. Parlo di una cucina che non faccia discriminazioni. Perché so che quella cucina esiste da qualche parte, dobbiamo solo tirarla fuori da dentro di noi. Dobbiamo guardarci in faccia e capire che è sciocco scrivere che la cucina è per le donne.

entrambi i generi dovrebbero saper cucinare, perché né il femminismo né il maschilismo potranno aiutarci quando saremo affamati.
Perché una donna può amare la cucina, ovviamente, ma allo stesso tempo anche un uomo può farlo. E sia gli uomini che le donne possono eventualmente odiare le cucine. Non fissiamoci su etichette imposte (da chi poi?), apriamoci alle infinite possibilità che ci offre la vita. Le donne sono uscite dalle cucine, le battute stile “donna, fammi un panino” non fanno più ridere.

E la cucina per maschi si trova nella stessa stanza della cucina per femmine. In realtà, sono lo stesso posto.



