Secondo un racconto esistono due Parigi: una Parigi altezzosa, frenetica e metropolitana e una Parigi romantica, dove il tempo si ferma e fa spazio ai baci davanti ai portoni. Per mia esperienza posso dire che è vero, Parigi è una città piena di amore e ci sono dei posti che non si possono non vedere se si viaggia in coppia, perché la felicità è reale solo se condivisa.
Tour Eiffel
Non potevo non nominarla: il luogo simbolo della Parigi romantica. Va assolutamente vista almeno una volta nella vita, soprattutto se siete appassionati di architettura. Perché la Tour Eiffel (dal nome del suo progettista) non è solo una location per innamorati, ma è soprattutto un simbolo della progettazione avveniristica.

Realizzata per l‘Esposizione Universale di Parigi 1889, è il riassunto di tutti gli studi effettuati dall’ingegnere Eiffel sulla costruzione di archi e fondazioni in acciaio: la progettazione infatti è l’adattamento dei sostegni per ponti in acciaio, una cosa mai realizzata prima. L’altra novità è data dagli ascensori, che sono progettati su piani differenti. Una curiosità? Gli archi che congiungono i piloni di fondazione sono decorativi!

Tornando al romanticismo, un’idea perfetta è quella di vedere la Torre Eiffel dalla Torre Montparnasse oppure di fare un picnic nel parco sottostante alla Torre: l’agenzia Paris Picnic consegna direttamente sul posto!
Lo storico di architettura Siegfried Giedion ne parla in modo approfondito in uno dei miei libri preferiti: “Spazio, tempo e architettura“.
Palais Garnier
Sempre nel centro città un’altra location per innamorati dell’architettura. Il teatro dell’opera di Parigi è anche chiamato Palais Garnier, dal nome del suo costruttore Charles Garnier. La sua realizzazione è durata 14 anni ed è stato il progetto più importante dell’architetto.

Lo stile è molto ricco di decorazioni, fregi e materiali preziosi: percorrere i corridoi fa proprio respirare l’atmosfera del Secondo Impero. Uno spettacolo qui o anche solo una visita all’interno, è un’idea splendida per passare un pomeriggio romantico e fuori dalla dimensione spazio-temporale attuale.

Petit Palais
Lui è il “piccolo palazzo”, che si affaccia di fronte al Grand Palais, tra gli Champs Elysèe e il Ponte Alessandro III. Si tratta del Museo di belle arti della città di Parigi, progettato come padiglione espositivo per l’EXPO del 1900, in un progetto che coinvolse una vastissima area del centro città. Partendo infatti dal parco di fronte alla Torre Eiffel, si era deciso di realizzare una serie di padiglioni espositivi che congiungessero la Torre al centro città, attraversando la Senna.

Il palazzo ha uno stile decorativo molto ricco, che rispecchia la volontà di Parigi di quegli anni di sentirsi capitale d’Europa. La facciata è lunga 150 metri, mentre in pianta si sviluppa a emiciclo attorno ad un giardino interno. L’esposizione, se sei (anzi, se siete) appassionato d’arte, è molto pregevole e si sviluppa intorno ai corridoi ampiamente illuminati: punto focale del progetto era avere tantissima luce naturale che entrasse dalle finestre.
Le mur des je t’aime
Letteralmente è il Muro dei ti amo, si trova a Montmartre nel giardino Jehan Rictus. Sono 40 metri quadrati di piastrelle completamente scritti con vernice bianca: si tratta di un’opera d’arte di strada ad opera del calligrafo Federic Baron e dello street artist Claire Kito.

In totale sono 612 piastrelline, in lava smaltata di blu, su cui è scritta la frase “ti amo” in 250 lingue diverse.
Ho scoperto di questo muro leggendo il bellissimo libro-guida di Serena Dandini: “Avremo sempre Parigi“.
La Maison Rosè e la vigna
La location più famosa di internet è, a mio avviso, anche molto romantica. Siamo sulla collina degli artisti, a Montmartre, e questo è il lato che si affaccia verso Nord, lontano dal centro città. Ma è anche il lato più interessante da scoprire: pieno di bistrot dall’aspetto vissuto e da ampi giardini che sono sopravvissuti al cemento.

Resa famosa da una litografia di Maurice Utrillo, La Maison Rose è un ristorantino veramente bello e romantico, complice la parete tutta rosa: almeno una foto da queste parti è irrinunciabile. Nei pressi de La Maison Rose si trova anche l’ultima vigna di Montmartre: la Clos du Montmartre. In origine infatti la collina degli artisti era un sobborgo della capitale francese, utilizzato come vigneto per la produzione di vini bianchi. Ad oggi la vigna non è più aperta al pubblico, ma è anzi inserita come bene tutelato da parte di un’associazione per la valorizzazione del vino.

Sia il ristorante che la vigna sono simboli dell’intera collina, in una posizione più defilata rispetto alle classiche location: passeggiare da queste parti mano nella mano è decisamente da aggiungere alla lista delle cose da fare a Parigi!



