L’arte contemporanea è oggi uno strumento relazionale e di sensibilizzazione, capace di uscire da musei e gallerie per popolare piazze, strade ed edifici. Un connettore di persone, uno strumento portavoce di istanze universali e generazionali. In quest’ottica l’arte ambientale rappresenta certamente una delle istanze più urgenti del nostro tempo, nonostante i primi artisti a unire arte e natura risalgono già agli anni ‘70.
Proprio l’arte ambientale è al centro del lavoro di Agnes Denes. Installazioni in cui arte, natura, tempo e relazioni umane si fondono in paesaggi dal forte carattere visionario o in immagini dal tono futuristico. Classe 1931, nata in Ungheria, ma con un vissuto in giro per l’Europa e gli Stati Uniti, Denes è una delle artiste più influenti del XX e XXI secolo (così come Marina Abramović). Una figura poliedrica, profondamente interdisciplinare, che abbraccia filosofia, scienza, matematica e impegno ambientale. Una pratica artistica, capace di unire estetica, etica e sociale, di cui vi racconto alcuni dei lavori più noti.
“Credo che il nuovo ruolo dell’artista sia quello di creare un’arte che vada oltre la decorazione, l’oggetto e il suo uso politico; un’arte che metta in discussione lo status quo e le infinite contraddizioni che accettiamo e approviamo. Un’arte che inneschi e ravvivi il pensiero.”
Agnes Denes
Wheatfield – A Confrontation (1982)
Il suo progetto più iconico. Due ettari di terreno vicino a Wall Street, nel centro di Manhattan, pronti per ospitare uno dei numerosi grattacieli della Grande Mela, vengono occupati da Denes con il grano. Un vero e proprio campo, piantato e coltivato con dedizione dall’artista e da un gruppo di volontari. Un’installazione dal forte valore simbolico e politico. Infatti attraverso l’azione di piantare il grano nel cuore del potere finanziario mondiale, Agnes Denes compie un atto poetico e provocatorio al tempo stesso. Una contrapposizione visiva e ideologica tra natura e capitalismo, tra produzione agricola e speculazione economica ed edilizia. Un gesto semplice, temporale, che ha visto un terreno arido trasformarsi in un ambiente vivo, capace di attirare l’attenzione internazionale e considerato ancora oggi un caposaldo della land art e dell’arte ambientale.
Partecipazione per la realizzazione di Wheatfield – courtesy dell’artista
Tree Mountain – A Living Time Capsule (1992-96)
Sui resti di un’antica cava di ghiaia in Finlandia, Denes progetta una montagna artificiale ricoperta da una vera e propria foresta. 11.000 alberi, disposti in un preciso schema matematico, simile a una spirale, popolano un nuovo paesaggio con l’intento di bonificare l’area e di diffondere una maggiore consapevolezza sulla tutela della natura. Un’opera artistica che non si limita a creare un nuovo immaginario, bensì si pone obiettivi concreti come limitare l’erosione del terreno, stimolare la produzione di ossigeno e purificare le acque sotterranee. Un intervento che assume in maniera più strutturata la forma dell’impegno civile e della partecipazione: ogni pino, infatti, è stato piantato da persone provenienti da nazioni diverse. Un progetto secolare, che sottolinea inoltre la dimensione temporale dell’arte e l’idea di responsabilità verso le generazioni future.
Tree Mountain, 1992-96 – copyright afasia
The Living Pyramid (2015)
Realizzata nel Socrates Sculpture Park, uno dei parchi d’arte più noti al mondo, quest’opera di arte ambientale segna il ritorno di Agnes Denes a New York, a distanza di oltre trent’anni da Wheatfield. L’installazione rappresenta un punto di incontro di diversi filoni della sua ricerca artistica, portando la struttura della piramide a una dimensione non solo concettuale ma anche fisica e relazionale. Indagata dall’artista come manifesto delle problematiche ambientali e delle gerarchie sociali, la piramide “vivente” di Denes cresce e fiorisce, rinnovandosi proprio come l’evoluzione fa con le specie viventi e piantando un nuovo seme ideologico nelle menti delle persone. Un lavoro che assume nuovamente una dimensione partecipativa e relazionale, invitando curiosi e volontari a contribuire alla semina primaverile.
Opere d’arte ambientale che non si limitano quindi a denunciare i problemi climatici, ma cercano soluzioni poetiche e praticabili, suggerendo una nuova visione del mondo basata sull’equilibrio tra società e natura. Un’arte spesso monumentale ma al tempo stesso profondamente umana.
The living pyramid, 2015 – copyright Socrates Sculpture Park
In occasione di Expo 2015 Agnes Denes ha ricreato Wheatfield a Milano, nel quartiere di Porta Nuova, all’interno dell’area di 5 ettari che ora oggi ospita il parco pubblico La Biblioteca degli alberi