Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Ground, Aires Mateus – Foto di Xhesika Prifti

La Biennale è giunta alla sua 17esima edizione, ospitata come da tradizione dalla splendida città di Venezia, tra gli storici edifici dell’Arsenale e i padiglioni dei Giardini.
È certamente un’edizione anomala, diversa, sia per organizzazione e fruizione degli spazi, che per contenuti. Originariamente prevista per lo scorso anno, ha subito molti cambiamenti oltre che un posticipo a causa della pandemia da Covid-19 che ha colpito il mondo intero.
Una sfida, questa, che il curatore Hashim Sarkis ha dovuto affrontare assieme ai 114 partecipanti, tra architetti ed artisti.

How will we live together?

Come vivremo insieme? Questa è la domanda che ci (e si) pone Sarkis, questo il tema affrontato dalla Mostra Internazionale di Architettura di quest’anno.
La tematica segue il filone della Biennale che dal 2010, con l’architetta Kazuyo Sejima, sempre più si è concentrato sullo spazio pubblico, sul suo ruolo per la collettività e su un’architettura volta al sociale e alla convivenza.

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Architecture as Measure, Neyran Turan – Foto di Xhesika Prifti

In questa edizione, tuttavia, la collettività non è più esclusivamente legata all’uomo ma è estesa all’intero ecosistema. Ci si chiede come si convivrà in futuro con l’ambiente, inteso sia come spazio naturale che come spazio antropico, passando dalle materie prime che il pianeta di offre, alle sempre più avanzate tecnologie che l’uomo sviluppa. La mostra in Arsenale, che ho visitato, è forse quella che meglio racconta questa edizione fatta di tante domande, tanti dubbi quante incertezze, racchiusi principalmente in 3 macro-tematiche: Ambiente, Collettività, Futuro.

Ambiente

È forse il primo tema che viene in mente attraversando l’Arsenale. Un percorso ricco di istallazioni, spesso all’apparenza lontane dall’architettura, che volgono l’attenzione sull’importante questione del cambiamento climatico e sul suo impatto globale.

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Hacking (the resort), Storia Na Lugar – Foto di Xhesika Prifti

Dalle plastiche e materiali inquinanti alla ricerca di nuovi materiali sostenibili, fino alla riscoperta di materie prime primordiali (funghi, alghe e muffe). Questo è il viaggio attraverso la materia presentato alla mostra ma che lascia ancora molti interrogativi, primo su tutti: che ruolo ha l’architettura in questo nuovo mondo?

Collettività

In un’epoca di evoluzioni, di nuove espressioni di genere, mescolanze culturali, parlare di collettività è diventato sempre più complesso. La collettività diventa sempre più eterogenea e lotta contro l’individualismo sociale che la tecnologia ci ha portato.
Vengono pertanto illustrati nuovi modi di vivere lo spazio attraverso installazioni un po’ futuristiche un po’ utopiche, ma che rendono lo spazio fluido e aperto, dinamico e connotato da esperienze sensoriali, dove natura e tecnologia spesso convivono.

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Grove, Philip Beesley & Living Architecture Systems Group – Foto di Xhesika Prifti

Per quanto riguarda le proposte che lavorano strettamente sullo spazio architettonico, invece, poche sono le innovazioni e molte le rivisitazioni ancora attaccate alla tradizione. Tema questo, che si ripropone anche nel mondo lavorativo. Per quanto l’architettura stia diventando sempre più inclusiva da un punto di vista culturale, risente ancora di una forte disuguaglianza di genere, tanto da necessitare un’esposizione tutta al femminile (curata dal team RebelArchitette per il Padiglione Italia) per ricordare a tutti che anche le donne fanno, e sanno fare, bene architettura. 

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Rural Nostalgia, Line+ Studio – Foto di Xhesika Prifti

Futuro

Ecco, questa la questione più spinosa dell’intera esposizione: cosa succederà in futuro? Come possiamo renderlo migliore?

Biennale di Architettura 2021 a Venezia: l’architettura è davvero scomparsa?
Material Culture: Rethinking the Physical Substrate for Living Together, Achim Menges – Foto di Xhesika Prifti

Una delle sale delle Corderie è dominata dall’imponente struttura ideata dall’architetto Achim Menges, prima abitazione realizzata interamente con materiali compositi in carbonio e fibra di vetro. Sarà questo il futuro dell’architettura? Tante le proposte e i temi interessanti lanciati in occasione della Mostra, forse poche le soluzioni concrete. Segno che l’architettura ha ancora molta strada da fare in tal direzione.

Quindi che fine ha fatto l’architettura?

Giunti alla fine di questo viaggio tra le Corderie dell’Arsenale, si naviga un po’ nel caos. Tante sono le domande e le questioni che questa Biennale ci pone. Altrettanti sono i tempi di ricerca, le suggestioni, le idee affrontati.

Nella Biennale di Hashim Sarkis c’è un accalcarsi incessante di domande e ricerche, cui sfugge tuttavia la banale constatazione che ancora non si conosce un sistema più sostenibile e resiliente della città storica.

Fulvio Irace – “La Biennale di Venezia e la scomparsa dell’architettura” per
Domus

La sensazione è quella di attraversare un ponte tra passato e futuro ma che non trova ancora una collocazione nel presente, specie in campo architettonico. Torniamo così all’inizio e alla scelta un po’ provocatoria del titolo: che fine ha fatto l’architettura? Il riferimento è legato ad un articolo di Domus che mette in luce la povertà architettonica della Mostra, forse sopraffatta dalle troppe tematiche attuali che la lasciano un po’ in disparte. E allora probabilmente questo è ancora il grande tema irrisolto: che ruolo avrà l’architettura del futuro.

Tutte le immagini sono a cura di Xhesika Prifti.

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