White in the city: Milano si tinge di bianco

White in the city: Milano si tinge di bianco

Amo il colore bianco. Se frequenti il mio profilo instagram te ne sarai già accorto: il bianco della luce accecante, il bianco sporco delle facciate, il bianco del cielo di Milano d’inverno. Proprio grazie alla mia passione per il bianco sono stata invitata a parlarne più approfonditamente per l’evento White in the City.

Prima di tutto, cos’è White in the City e quando si svolge?

White in the city è un progetto, promosso da Oikos, che avrà luogo durante la Milano Design Week (4-9 Aprile 2017). Coinvolge alcune delle più prestigiose location di Milano: Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space. Ogni location ha una diversa declinazione e interpretazione, ma sono tutte legate in un unico itinerario che racconterà il colore bianco.

Tantissime le archistar e i designer che hanno scelto di aderire a questo progetto, curato da Giulio Cappellini: Stefano Boeri Architetti, David Chipperfield Architects, Studio Libeskind, Aires Mateus, Studio Marco Piva, Patricia Urquiola, Zaha Hadid Architects, Studio Mamo, Jasper Morrison, Studio Rotella e tanti altri.

La mia White in the City: un itinerario a Milano

Amo tutte le sfumature di bianco che vanno dall’RGB 255-255-255 a scalare. La verità è che il bianco racchiude tutti gli altri colori e li riflette tutti, è un colore potentissimo e amo ricercare questa forza nelle architetture e negli interni.

Residenze Zaha Hadid | Contract District

Le residenze di Zaha Hadid sono parte integrante di uno dei progetti immobiliari di più grande successo degli ultimi anni. Sono tra gli ultimi lavori realizzati dalla celebre architetta e tra i pochi terminati in Italia. Le linee fluide delle residenze e il bianco puro sono perfette per una città come Milano.

 

White in the city: Milano si tinge di bianco

E all’ultimo piano ci sono degli attici davvero mozzafiato!

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli | Brera Design District

Non sono solo uffici: si tratta di una vera e propria scultura nell’aria, ad opera di Herzog & de Meuron. L’archetipo della casa, riprodotto in serie, lungo la facciata. I piani si dividono in spazi per uffici, moderni e pieni di trasparenze (e di bianco), sale polifunzionali e una libreria Feltrinelli con Bar al piano terra. Una visita qui è obbligatoria!

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Trovi tantissime altre foto sulla mia pagina facebook!

Giardino delle Culture | Via Morosini

Solo dire che si trova nei pressi della Pasticceria Knam dovrebbe farti capire che è una location da non perdere. Si tratta di un giardino pubblico, fortemente voluto dalle associazioni di quartiere che promuovono lo spazio condiviso. Il murales è un’opera di Millo e dà una vita diversa all’intera area: da luogo dismesso e abbandonato è diventata un’area relax molto trendy per i milanesi.

White in the city: Milano si tinge di bianco

Adoro la street art e il fatto che permette di dare un nuovo volto a spazi abbandonati.

Una curiosità: le panchine vengono dal dismesso padiglione Germania di Expo 2015.

Albergo Diurno Venezia | Porta Venezia District

Questi bagni pubblici sotterranei mi hanno stregato il cuore, non è una novità. Il progetto degli interni è di Portaluppi, un’icona dell’architettura degli anni ’20, famoso per le sue opere (allora) futuristiche. Per la zona termale del Diurno Venezia, l’architetto scelse di rivestire le pareti in piastrelle in vetro, posate con tecnica Civer: in questo modo si evitano le fughe e il materiale garantisce un’igiene elevata.

White in the city: Milano si tinge di bianco

Questo incredibile dettaglio in mosaico non è altro che una pubblicità! Si tratta della targa della ditta Monti, che ha prodotto e fornito queste piastrelle.

La scelta del colore è ricaduta sul bianco, anche nel 1925. L’unica fonte di luce infatti proviene dai lucernari, che all’epoca erano in vetri colorati (ad oggi trasparenti). Utilizzando il bianco la luce è amplificata al massimo, dando l’impressione di essere sopra il livello del terreno.

Museo del Novecento | Palazzo Arengario, 5Vie District

Non può mancare il Palazzo dell’Arengario, anch’esso progettato da Portaluppi. Realizzato in epoca fascista in Piazza Duomo, per anni è stato relegato a palazzo per uffici: nel 2009 però ha visto una nuova luce. È infatti diventato il Museo del Novecento, su progetto di Italo Rota e Fabio Fornasari.

White in the city: Milano si tinge di bianco

Orologio “è ora” di Abele Malpiedi. Non ci dice che ore sono, ma ci incita ad agire e ad ascoltare noi stessi.

L’esterno è rimasto intatto, mentre l’interno è stato completamente riprogettato: il bianco è ovunque. Nelle colonne di marmo pre-esistenti, nel pavimento e nei rivestimenti, nella maestosa rampa d’accesso e nelle luci di Lucio Fontana che decorano la sala principale.

E qual è il tuo itinerario del cuore White in the City? Scrivimelo nei commenti, adoro conoscere posti nuovi!
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