#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

#ChiediamoloA Matteo Brioni, l’architetto della terra cruda

Pioveva fortissimo e l’aria sapeva di asfalto bagnato. Nulla di più adatto per parlare di terra cruda con una delle poche persone che la utilizza in Italia. Ho conosciuto così le collezioni dell’architetto Matteo Brioni, dalle diverse texture tattili e dalle nuance completamente naturali.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Partiamo dal principio. Cos’è la terra cruda e perchè hai scelto di usarla?

È il materiale da costruzione più antico del mondo. I primi reperti in terra cruda risalgono all’8000 a.C., quando l’uomo è uscito dalle caverne e ha iniziato a costruirsi dei ripari. Usare la terra per me è qualcosa di famiglia: noi viviamo fuori dal Comune e dal centro abitato e ho passato l’infanzia in fornace [n.d.b. la Fornace Brioni]. Poi ci sono stati gli studi di architettura e i primi discorsi sulla sostenibilità. Mi sono documentato su questo argomento e mi è nata questa passione per la terra cruda.

Come avviene il processo di produzione della terra cruda?

A differenza di leganti minerali che fanno presa di tipo chimico, la terra cruda ha una presa con l’acqua di tipo meccanico. Quando si asciuga, le lamelle di argilla hanno una carica ionica positiva e si attaccano tra di loro. Si tratta sicuramente di un legame debole per cui la terra ritorna fango a contatto con l’acqua. La loro resistenza è sufficiente per stare su un muro.

#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Perciò noi siamo partiti dalla terra cruda, dove usiamo sabbia e argilla. Per ovviare al problema della reversibilità e per garantire la presenza della terra cruda con il suo appeal nel mondo del design, abbiamo creato prodotti ibridi.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Così è nata terra plus: il “plus” indica qualcosa in più, per esempio l’addizione di resine. Usiamo resine poliuretaniche ottenute da fonti vegetali, come semi di girasole o soia. Oppure aggiungiamo calce e grassello, che funziona da co-legante. Oppure aggiungiamo cemento TerraTon per avere un prodotto che potrebbe essere usato per esterni o come pavimento.

Quindi si tratta di argilla, con eventuali addizioni di altri materiali. E i diversi colori da dove arrivano?

Le nostre 14 terre vengono create con la raccolta di materiali da tutta Italia. Il rosso melograno è un argilla pugliese, che abbiamo scavato da una cava precisa: non utilizziamo mai pigmenti, solo argille pure. Per noi è importante fare molta ricerca e usare colori dati dalla natura. In questo modo saranno sempre in sintonia con i materiali della natura, come legno e metalli, e sono colori che fanno già parte della nostra memoria.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Da dove trovi l’ispirazione per arricchire le collezioni?

Grazie alla collaborazione con lo Studio Irvine riesco a trasformare quelli che sono semplici prodotti, in oggetti e finiture di design con una loro identità. Alla base di ogni prodotto c’è la nostra cultura e la nostra storia aziendale.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Sono reduce da un viaggio in giappone dove tutte le architetture sono fatte in terra cruda. Loro le hanno usate anche negli esterni, perchè in realtà il problema non è l’acqua in sè, ma l’erosione a causa di un’azione meccanica. Le architetture giapponesi in terra cruda sono pensate in modo che l’acqua non scorra direttamente.

Ti è piaciuta questa intervista? Ecco altri articoli per te:

Che cos’è il design? 7 (super) designer a confronto

Pezzi di Venezia trasformati in oggetti di design in legno

#ChiediamoloA Paola Marella: consigli per aspiranti immobiliari

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉
4