#ChiediamoloA Millo, lo street artist ex architetto

#ChiediamoloA Millo, lo street artist ex architetto

Per me la street art è come un tatuaggio, ma sui muri. E Millo, al secolo Francesco Camillo Giorgino, è uno degli street artist italiani più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Lui realizza dei veri e propri tatuaggi giganteschi sulle facciate cieche dei palazzi: è stato a Milano, Torino, Roma, Ragusa e all’estero in Russia, Cina, Australia, Spagna, Polonia, Germania, Stati Uniti e molti altri. Originario di Brindisi, ha studiato architettura a Pescara, dove vive tuttora. I suoi tratti distintivi sono grandi dimensioni, linee sottili, uso del bianco e nero e pochissimi colori.

#ChiediamoloA Millo, lo street artist ex architetto

©Millo Facebook | Milano, quartiere Bruzzano.

Partiamo proprio dai tuoi studi: io sono architetta e questo è argomento di grande interesse per i miei lettori. Anche tu hai studiato architettura, prendendo però a un certo punto una strada diversa. Come e quando hai scelto di diventare un artista “per lavoro”?

Non c’è stato un momento preciso in cui ho scelto di diventare artista, l’arte è sempre stata la mia grande passione nonostante nella mia vita abbia seguito un percorso anomalo ho sempre dipinto e prodotto nel corso degli anni e proprio con il loro scorrere e con il riscontro positivo di pubblico e critica lentamente ho iniziato a dedicarle più tempo, fino praticamente a farla diventare il mio lavoro full time. Probabilmente la crisi che noi architetti abbiamo attraversato e continuiamo ad attraversare è stata per me come un trampolino di lancio per concentrarmi maggiormente su questo mio amore.

Parlando di arte, quali sono le correnti o gli artisti a cui fai riferimento?

Il mio tratto è stato spesso paragonato a quello di Keith Haring, ed è senza dubbio un grande onore per me, ma personalmente non ho reali riferimenti artistici o opere d’arte da cui traggo ispirazione per la mia produzione.

E quali sono le tue ispirazioni quotidiane, invece?

E’ proprio la vita quotidiana quella da cui traggo ispirazione, non un suo aspetto specifico bensì proprio la sua imprevedibilità il suo essere a volte stridente e sorprendente, il suo tutto. Cerco di riprodurre questo nei miei lavori.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Sei famoso per i tuoi enormi e caratteristici graffiti. Com’è nata in te l’idea di realizzarli?

E’ accaduto per caso, sono passato dalla tela al muro, ricevetti una proposta molti anni fa di realizzarne uno e credo che da allora non mi sia più fermato!

Parliamo di colore: usi prevalentemente il bianco il nero, con dei dettagli colorati. Cosa vuoi comunicare in questo modo?

Potrei spiegarlo così, il nero è il mio racconto la mia storia, il colore è il mio messaggio, un secondo livello di lettura.

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©Elisa Greco | Ravenna

Di recente sei stato a Berlino, ospite del collettivo Urban Nation: era la prima volta nella città in cui la street art è diventata un simbolo di libertà?

Sto collaborando all’apertura del primo museo al mondo della street art Urban Nation Museum da circa un anno, amo molto Berlino e mi era già capitato di visitarla, come architetto non avrei potuto laurearmi senza! ahahahah!

Condividi questo concetto o per te street art significa (anche) altro?

Per me la street art è molte cose, è libertà è lavoro è espressione è possibilità ma sopratutto è volontà.

Pensi che la street art sia un valido modo per rigenerare aree degradate e periferiche e renderle invece piacevoli da attraversare?

Molti progetti ai quali ho partecipato avevano come scopo ultimo quello della riqualificazione di intere aree cittadine spesso dimenticate dalle diverse amministrazioni politiche. Spero che attraverso il mio lavoro si possa intervenire a modificare la percezione di questi luoghi, a sottolinearne le problematiche e ad accendere un faro che preveda una volontà di riqualifica non destinata a terminare con il mio intervento, quindi sì in definitiva credo sia un buon gradino di lancio.

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©Millo Facebook | Penitenziario giovanile, Kremenchuk, Ucraina

Tu credi che i tuoi disegni possano lanciare un messaggio o cambiare le cose?

Io spero che possano regalare un buon momento a chi li osservi. e perché no, magari ispirare qualcuno!

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E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉
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