Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

Prendiamo uno studio milanese di fama internazionale come PiuArch, una maison d’alta moda come Gucci e una ex-fabbrica in disuso. Il risultato è Gucci Hub, che dopo 3 anni di lavori e l’inagurazione nel settembre 2016, entra a pieno regime. Uno spazio di oltre 30.000 metri quadrati, dislocati nella ex Caproni, la fabbrica e hangar di aeronautica costruita nel 1915.

Il Gucci Hub è un luogo che conosco molto bene: la mia impresa edile Architempore srl ha preso parte ai lavori di restauro.
Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

Il complesso nella sua interezza

La storia

Questa enorme area è un esempio di archeologia industriale, in quanto sede storica delle officine aeronautiche Caproni. Una fabbrica nata nel 1915, in quella che allora era la campagna a Sud di Milano. La sua fortuna crebbe durante il primo conflitto mondiale, quando iniziò a costruire biplani e triplani da bombardamento, i più famosi dell’epoca. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la fabbrica Caproni ebbe un grande sviluppo negli anni ’30, in pieno periodo fascista. La propaganda governativa favoriva molto industrie belliche, che permettevano di esportare nel mondo il concetto di “potenza”. La fabbrica si ampliò molto: sia a livello societario, inglobando altre piccole imprese, sia a livello territoriale, arrivando ad occupare gli spazi che conosciamo oggi.

Per qualche motivo gli stabilimenti si salvarono dai bombardamenti, ma non dagli effetti della guerra. Nel 1950 la “Aeroplani Caproni”  fece bancarotta. Da allora l’intero complesso è stato progressivamente abbandonato, con qualche tentativo in anni recenti di riqualifiche.

Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

Il progetto del Gucci Hub

L’intero progetto architettonico è stato gestito dallo studio Piuarch. Il processo di restauro è durato circa tre anni, preservando varie parti della pre-esistenza e adattandone altre di nuova costruzione, sempre in un’ottica di conservazione. Degli interni invece si è occupato il direttore creativo della maison Alessandro Michele.

Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

L’interno di uno showroom: un gigantesco open space, personalizzato dal colore.

Il progetto di architettura

Ad oggi il Gucci Hub comprende tutti gli uffici di Milano del brand, alcuni showroom, un ristorante e, nell’ex hangar per gli aerei, uno spazio per le sfilate durante la Fashion Week. La moda milanese si sposta fuori dalle mura storiche di Milano, scoprendo la bellezza dell’archeologia industriale dimenticata. Il complesso ha anche ottenuto il certificato di qualità Leed Gold, una certificazione che promuove un approccio eco-sostenibile.

Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

L’interno dell’hangar. Si nota la sottomurazione e i pilastri realizzati da Architempore srl

Lo spazio è unico e fluido, in linea con le ultime tendenze dell’architettura, per favorire dinamicità, coworking e mescolanza di abitudini e persone. I capannoni sono diventati showroom, grandi open space. Vengono scanditi da pilastri e campate regolari, illuminati dai lucernari e dalle finestre ad arco. Camminandoci in mezzo sembra proprio di essere nell’antica fabbrica: le facciate principali in mattoni rossi faccia a vista sono stati risanate e mantenute, andando ad adattare le aperture delle finestre e sostituendo solo serramenti e gronde esterne.

Architempore srl, che ha partecipato ai lavori assieme ad una equipe di altre imprese edili di eccellenza, si è occupata della ristrutturazione e realizzazione dell’hangar e di alcuni capannoni. Il restauro delle facciate storiche, la ricostruzione degli archi delle finestre laddove mancavano, la sottomurazione in cls che sovrasta la muratura di mattoni pieni, sono gli interventi più importanti, che caratterizzano l’edificio.

Il progetto di interni

Se il progetto architettonico del Gucci Hub si apre alla contaminazione tra settori diversi, è il progetto di interni a dare caratteri definiti agli ambienti. Arredi e decorazioni sono pezzi unici: poltrone da teatro, vecchi piani di lavoro, tavoli in marmo, seduto in pelle con profili borchiati, carte da parati con decori vintage. Tutto richiama uno stile “shabby”, inteso non nella sua variante chic, ma proprio come “vissuto”, in modo che racconti una storia personale, immerso in un ambiente di archeologia industriale.

Gucci Hub: archeologia industriale riqualificata

La sala ristorante, con arredi industrial. Pareti divisorie e intonacatura a cura di Architempore srl.

Ti piace questo giro nel Gucci Hub? Se ti serve un progetto di restauro o una consulenza scrivici! Se invece hai voglia di leggere ti consiglio questi:

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Foto credit: Andrea Martiradonna

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