Architempore http://www.architempore.com Architettura, design, viaggi e lifestyle Tue, 22 Jan 2019 15:00:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.0.3 Trend alert: tavolo da ping pong di design http://www.architempore.com/tavolo-da-ping-pong-design/ http://www.architempore.com/tavolo-da-ping-pong-design/#respond Tue, 22 Jan 2019 08:00:47 +0000 http://www.architempore.com/?p=5179 Il tavolo da ping pong di design è una delle ultime ossessione del mondo dell’interior. E come tutte le ossessioni, lo si vede facilmente ovunque: instagram, riviste, cataloghi. Il suo successo deriva dalla moda di utilizzare tavoli gioco per creare unione e socializzazione negli ambienti di lavoro e in casa. Dopo il calcio balilla e il biliardo è arrivato il momento del ping pong. E tu come te la cavi a giocare? Ti aiuto a trovare il tavolo da ping pong perfetto per te, che sia anche in sintonia con l’ambiente che devi arredare! Tavolo da ping pong in ufficio

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Il tavolo da ping pong di design è una delle ultime ossessione del mondo dell’interior. E come tutte le ossessioni, lo si vede facilmente ovunque: instagram, riviste, cataloghi. Il suo successo deriva dalla moda di utilizzare tavoli gioco per creare unione e socializzazione negli ambienti di lavoro e in casa. Dopo il calcio balilla e il biliardo è arrivato il momento del ping pong.

E tu come te la cavi a giocare? Ti aiuto a trovare il tavolo da ping pong perfetto per te, che sia anche in sintonia con l’ambiente che devi arredare!

Trend alert: tavolo da ping pong di design
Se sei appassionato di ping pong e hai già un tavolo esistono reti da montare fatte apposta

Tavolo da ping pong in ufficio

In ufficio il tavolo da ping pong è l’ideale e può essere declinato per due diverse funzioni. La prima è sicuramente come momento ricreativo durante la pausa pranzo o un momento di rapido relax. Ci si può divertire assieme ai colleghi e sgombrare un po’ la mente.

Trend alert: tavolo da ping pong di design
Woolsey Ping Pong Table – versione da gioco

La seconda funzione di un tavolo da ping pong in ufficio è come tavolo per le riunioni. Il tavolo da ping pong infatti è multifunzione e può essere facilmente usato esclusivamente come piano di lavoro. Ma vuoi mettere l’idea di farsi una partita con un cliente? Ovviamente dopo aver finalizzato il contratto.

Trend alert: tavolo da ping pong di design
Woolsey Ping Pong Table – versione da ufficio

Tavolo da ping pong in casa

Il tavolo da ping pong in un ambiente domestico invece è perfetto per chi lavora da casa, per chi vuole aggiungere un twist al proprio salotto e per chi non ha paura di osare.

Trend alert: tavolo da ping pong di design
Grand Elegance Line di Francesc Rifé per ENEBE Sport Group RAM

Può tranquillamente trovare spazio come tavolo da pranzo nel salotto e, in alcuni momenti, diventare spazio di gioco. La maggior parte dei tavoli da ping pong di design, infatti, presenta cassetti laterali dove nascondere rete, racchette e palline.

Trend alert: tavolo da ping pong di design
Un cassetto a scomparsa dove mimetizzare rete, racchette e palline: tutto total white

Tavolo da ping pong all’aperto

Hai una terrazza, un giardino o una pergola? Un ottimo modo per sfruttare lo spazio è inserire un tavolo da ping pong, che possa fungere anche da angolino per merende e aperitivi.

Trend alert: tavolo da ping pong di design
You and Me di RS Barcelona
Ti piace l’idea di un tavolo da ping pong? Ecco altre pazze idee per arredare!

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Trend alert: il paravento come separazione degli ambienti

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Design autoprodotto: cos’è e dove trovarlo http://www.architempore.com/design-autoprodotto/ http://www.architempore.com/design-autoprodotto/#respond Tue, 15 Jan 2019 06:00:28 +0000 http://www.architempore.com/?p=5157 Made in Italy, artigianato, indipendenza. Queste parole mi sono sempre piaciute, perchè simbolo di quel design autoprodotto che piace a me: quello giovane, quello intraprendente, quello di qualità. Anche per me funziona così e mi piace sempre circondarmi di fornitori che abbiano la mia stessa visione ed etica lavorativa. Cos’è il design autoprodotto Il design autoprodotto in sostanza è la produzione di un oggetto a spese del suo creatore, in modo che non ci sia selezione artistica, di mercato o revisione finale in funzione di costi e produttività per chi produce. Per affermare questa ricerca di indipendenza c’è stata una

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Made in Italy, artigianato, indipendenza. Queste parole mi sono sempre piaciute, perchè simbolo di quel design autoprodotto che piace a me: quello giovane, quello intraprendente, quello di qualità. Anche per me funziona così e mi piace sempre circondarmi di fornitori che abbiano la mia stessa visione ed etica lavorativa.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Cos’è il design autoprodotto

Il design autoprodotto in sostanza è la produzione di un oggetto a spese del suo creatore, in modo che non ci sia selezione artistica, di mercato o revisione finale in funzione di costi e produttività per chi produce. Per affermare questa ricerca di indipendenza c’è stata una sorta di “ribellione al sistema”: il design autoprodotto crea una filiera che parte dal designer e arriva direttamente al consumatore.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Chi sono i designer che autoproducono

Nella mia ricerca di validi fornitori per l’arredo, oltre ad affidarmi al know how di grandi aziende, ho deciso di proporre anche design autoprodotto da giovani designer. Sono parte di quella generazione di Millennials (a cui appartengo anche io) che è diventata designer, anzi “artigiano”, proprio per rispondere a esigenze di vita quotidiana, guardando le cose da un diverso punto di vista.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Si chiamano “crafter”, “artigiani” o “designer” ma il significato non cambia: da una scuola di design si buttano subito con un progetto personale, spinti dal desiderio di semplificare i passaggi, di abbassare il costo per tutti e di proporre qualcosa che abbia un linguaggio personale e non sia legato ad un’azienda precisa.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Dove si trova il design autoprodotto

Per chi abita a Milano, la risposta è una sola. La Milano Design Week! Frequentare da anni la Milano Design Week ha sicuramente contribuito ad accrescere in me la consapevolezza che c’è bisogno anche di un design intraprendente e fresco, che non passi per forza attraverso troppe fasi di approvazione del prodotto e quindi a una sua eventuale snaturazione. Da qualche anno anche Torino, con il festival Operae ha lasciato spazio ai giovani designer.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Durante l’arco dell’anno, slegato da eventi fieristici, preferisco cercare online, il vero regno di noi Millennials. Un sito interessante è Hiro, che si definisce “la prima industria on demand per i designer”. Su Hiro infatti un designer carica il proprio progetto, viene contattato dal team di Hiro, viene prodotto il prototipo e una piccola serie e viene poi messo in vendita. Il prezzo è stabilito dal designer con il supporto di Hiro, che si occupa della vendita e della spedizione. Tra l’altro ho personalmente testato il sito di Hiro e il servizio di spedizioni e sono rimasta molto contenta.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo

Il metallo

E’ il materiale che fa da filo conduttore su questo e-commerce, un dettaglio che ho apprezzato. I giovani talenti riuniti infatti creano oggetti di metallo, con inserti di altri materiali. L’obiettivo finale è proporre oggetti ed arredi unici, in serie limitate, di alta qualità. Benchè infatti non ci sia una selezione sulle idee creative presentate, viene fatta una scrematura per evitare prodotti che siano troppo vicini al bricolage.

Design autoprodotto: cos'è e dove trovarlo
Ti interessa scoprire designer di nicchia? Eccone alcuni!

Pezzi di Venezia trasformati in oggetti di design in legno

#ChiediamoloA Giovelab: ceramica wabi-sabi in Trentino!

Ringrazio Hiro per il supporto nella realizzazione di questo articolo.

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Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno http://www.architempore.com/lavorare-da-casa-home-office/ http://www.architempore.com/lavorare-da-casa-home-office/#respond Thu, 10 Jan 2019 06:00:53 +0000 http://www.architempore.com/?p=4495 Per chi al mattino non esce di casa è fondamentale avere uno spazio confortevole da destinare ad ufficio in casa. Lavorare da casa può essere fantastico, ma ha i suoi lati negativi in termini di produttività: organizzare un ambiente stimolante è un incentivo e aiuta la concentrazione. Ecco i fondamentali arredi e complementi per rendere il tuo angolo-ufficio un posto migliore e lavorare da casa con amore! Procurati un tavolo spazioso La comodità innanzitutto! Il tavolo del tuo home office è il punto focale dello spazio e deve poter ospitare tutto quello che ti serve. Ti consiglio una scrivania profonda,

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Per chi al mattino non esce di casa è fondamentale avere uno spazio confortevole da destinare ad ufficio in casa. Lavorare da casa può essere fantastico, ma ha i suoi lati negativi in termini di produttività: organizzare un ambiente stimolante è un incentivo e aiuta la concentrazione.

Ecco i fondamentali arredi e complementi per rendere il tuo angolo-ufficio un posto migliore e lavorare da casa con amore!

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sognoProcurati un tavolo spazioso

La comodità innanzitutto! Il tavolo del tuo home office è il punto focale dello spazio e deve poter ospitare tutto quello che ti serve. Ti consiglio una scrivania profonda, così da creare due strati: uno per libri e documenti e un altro per il computer.

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno

Investi in una sedia comoda ed ergonomica

Un altro punto da non sottovalutare assolutamente! La sedia deve essere comoda, perchè ci starai seduto tutto il giorno, tutti i giorni. La cosa più utile è acquistare una sedia ergonomica, ossia studiata appositamente per chi lavora tante ore da seduto, che puoi trovare sugli shop di mobili per ufficio.

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno

Crea una moodboard

Un dettaglio che non può mancare è una parete ispirazionale. Trovo che avere un angolino che possa ispirarci nel lavoro sia fondamentale, per chi ha l’abitudine di lavorare da casa. Le moodboard e gli oggetti che ci piacciono di più sono un ottimo stimolo per ricaricarci in eventuali momenti di sconforto!

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno

Organizza un posto di raccolta

Fino ad ora abbiamo un tavolo, una sedia e uno spazio creativo che ci ispiri. Se sul tavolo teniamo i cataloghi, cancelleria e documenti che ci servono più spesso, il lavoro è fatto anche di un sacco di carte e materiali che vanno archiviati. Uno spazio libero e pulito è importante per lavorare bene.

Lavorare da casa: i fondamentali per un home office da sogno

Organizza quindi un armadio di archivio per i documenti e anche due scatole dove riporre il materiale che ti serve: le puoi appoggiare a terra oppure inserire in uno scaffale vicino alla scrivania. Lo scaffale ideale è quello Kallax di Ikea, altamente personalizzabile e componibile a moduli.

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Photo credit: Ella jardim

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Architech: 5 edifici tecnologici a milano http://www.architempore.com/edifici-tecnologici-a-milano/ http://www.architempore.com/edifici-tecnologici-a-milano/#respond Sun, 06 Jan 2019 11:23:44 +0000 http://www.architempore.com/?p=5128 Milano è da sempre una delle città simbolo italiane per modernità e sguardo verso il futuro. Ultimamente però la città oltre che esempio in Italia punta a posizionarsi tra le città europee ai vertici come qualità della vita ed innovazione. Tutto questo passa soprattutto dagli edifici che la costituiscono ed infatti negli ultimi anni la città è un immenso cantiere che sta trasformando interi quartieri. Gli edifici tecnologici a Milano ormai sono numerosissimi e molti sono ai vertici mondiali per efficienza energetica e sostenibilità. Ho deciso di fare una mia personale selezione di 5 edifici tecnologici a Milano Tutti quanti

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Milano è da sempre una delle città simbolo italiane per modernità e sguardo verso il futuro. Ultimamente però la città oltre che esempio in Italia punta a posizionarsi tra le città europee ai vertici come qualità della vita ed innovazione. Tutto questo passa soprattutto dagli edifici che la costituiscono ed infatti negli ultimi anni la città è un immenso cantiere che sta trasformando interi quartieri. Gli edifici tecnologici a Milano ormai sono numerosissimi e molti sono ai vertici mondiali per efficienza energetica e sostenibilità.

Ho deciso di fare una mia personale selezione di 5 edifici tecnologici a Milano

Tutti quanti si contraddistinguono per determinati parametri tecnologici che li pongono ai vertici nello skyline della città.

Torre Generali (Lo storto o torre Hadid)

Probabilmente è l’edificio più famoso dei 5 edifici tecnologici a Milano che ho scelto per questa classifica ed ormai è conosciuto da tutti i milanesi.
La torre Hadid è una delle prime torri in calcestruzzo in torsione e a ciò deve la forma che la contraddistingue.

Architech: 5 edifici tecnologici a milano

Oltre a ciò è tra i primi edifici a Milano certificati Leed Platinum rispettando i più rigidi criteri di efficienza energetica ed ecosostenibilità. La certificazione è stata possibile soprattutto al sistema di facciata a doppia pelle: una interna estremamente efficiente ed una esterna che permettesse di enfatizzare l’effetto di torsione della torre.

Scopri anche tutte le altre architetture di Milano più instagrammabili!

Tortona 33

Progettato dallo studio Il prisma, Tortona 33 si pone come uno tra i più interessanti interventi di ristrutturazione effettuati a Milano negli ultimi anni.

Architech: 5 edifici tecnologici a milano

Un vecchio edificio di via Tortona vicino al Mudec è stato trasformato, utilizzando principalmente materiali da costruzione riciclati, in un palazzo per uffici innovativo estremamente efficiente (anch’esso è certificato Leed Platinum) ed esempio per lo smartworking in Italia. Particolarmente interessante è stato l’iter progettuale che è andato a coinvolgere direttamente i futuri utilizzatori dell’edificio attraverso workshop di progettazione.

K19

Architech: 5 edifici tecnologici a milano

Passando dagli uffici al residenziale K19, progettato dallo studio LPzR architetti, è uno dei primi edifici ad energia quasi zero realizzati a Milano (NZEB). Le bucature sono studiate apposta per migliorare l’efficienza energetica ottimizzando l’apporto solare e il riscaldamento invernale è effettuato da un impianto geotermico.

Gioia 22

Non ancora completato Gioia 22 andrà ad occupare lo spazio dove un tempo sorgeva la sede INPS di Milano. Progettato da Gregg Jones andrà ad aggiungersi, nel 2020, alla ormai lunga lista di grattacieli milanesi.

Architech: 5 edifici tecnologici a milano

L’edificio vuole porsi ai vertici in Europa per quanto riguarda l’efficienza energetica promettendo un risparmio energetico del 75% rispetto ad altre torri milanesi. Tutto questo sarà possibile grazie ad oltre 6000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici e all’utilizzo dell’acqua di falda per il fabbisogno giornaliero.

Campus Bocconi

Ultimo ma non ultimo tra i 5 edifici tecnologici a Milano non può che esserci il nuovo campus della Bocconi progettato da Sanaa ed in fase di completamento.

Architech: 5 edifici tecnologici a milano

Il progetto comprende un edificio per residenze (già inaugurato a settembre 2018), la nuova sede di SDA Bocconi e un centro polifunzionale al cui interno sarà compreso un parco e una piscina aperta alla città. Il tutto di prefigge di essere tecnologicamente ai vertici rispettando i più rigidi criteri di ecosostenibilità ed efficienza energetica.

E i tuoi 5 edifici tecnologici a Milano quali sono? A noi piacciono anche questi:

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Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto) http://www.architempore.com/idee-decorare-casa-per-natale/ http://www.architempore.com/idee-decorare-casa-per-natale/#respond Thu, 13 Dec 2018 05:00:47 +0000 http://www.architempore.com/?p=5084 Direttamente dall’Archicasa, il Natale si avvicina. Inesorabile. A passi lesti e ben distesi. L’architetto lo osserva avvicinarsi e sa che deve consegnare i progetti per chiudere l’anno, fatturare, chiudere i cantieri. Poi c’è la questione del decorare casa per Natale: l’aspettativa dei familiari di solito è alta. Perchè l’architetto è creativo, pieno di talento e soprattutto sicuramente dotato di abilità manuale. È vero? Gli accessori che puoi comprare già pronti Per quanto avere qualcosa di unico sia bellissimo, comprare qualcosa è ammesso. Anzi, se l’architetto ha passato la mattinata all’ufficio tecnico del Comune comprare qualcosa è più che lecito. Il

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Direttamente dall’Archicasa, il Natale si avvicina. Inesorabile. A passi lesti e ben distesi. L’architetto lo osserva avvicinarsi e sa che deve consegnare i progetti per chiudere l’anno, fatturare, chiudere i cantieri. Poi c’è la questione del decorare casa per Natale: l’aspettativa dei familiari di solito è alta. Perchè l’architetto è creativo, pieno di talento e soprattutto sicuramente dotato di abilità manuale. È vero?

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

Ecco un esempio di aspettativa che si materializza

Gli accessori che puoi comprare già pronti

Per quanto avere qualcosa di unico sia bellissimo, comprare qualcosa è ammesso. Anzi, se l’architetto ha passato la mattinata all’ufficio tecnico del Comune comprare qualcosa è più che lecito. Il mio consiglio è di comprare la ghirlanda da appendere alla porta.

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

La ghirlanda è da appendere alla porta o alla finestra, se preferisci

Ti consiglio di scegliere materiali e colore che siano in linea con la palette della casa e con il tuo stile: io ho scelto qualcosa di estremamente semplice, come lo stile minimale che contraddistingue la Archicasa.

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

Oltre alla ghirlanda, per decorare casa per Natale, non possono mancare anche dei profumatori per ambiente e delle candele accese.

Scopri l’articolo sulle Ghirlande da porta: tante ispirazioni per un Natale in stile scandi!

L’albero di Natale

L’albero di Natale è il “pezzo forte”. La mia scelta è stata quella di prendermi una giornata di completo relax in cui realizzarlo: con un po’ di manualità e gli strumenti giusti potete tagliare un pezzo di legno di faggio a triangolo. Se proprio non siete in grado (come me) chiedete all’impresa di fiducia di farvi un favore (in questo io gioco in casa, Architempore è anche un’impresa edile).

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

Il risultato finale: i colori richiamano il Natale con i glitter luccicanti, mentre i colori donano un’aura di calore all’ambiente circostante

Dopodichè ho dipinto l’albero con la finitura opaca mescolata a glitter color champagne (in modo che il glitter non si stacchi riempiendo il pavimento). Poi ho dipinto alcuni pomelli in color rame e con glitter color champagne, e li ho applicati sull’albero con l’aiuto della colla caldo.

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

L’effetto finale è semplice, minimale, ma con un twist di glitter che lo rende super natalizio!

Ho disposto e acceso le lucine e infine ho acceso l’albero e decorato con dei regali. La carta per i pacchi regalo ricorda a chiunque lo riceva che io sono architetta: i motivi ricordano architetture famose o decorazioni ceramiche particolari.

Idee per decorare casa per Natale (se sei architetto)

E se vedi che ci sono candele accese vicino all’albero, non temere: l’estintore è nascosto dietro!

Pensi sia finita qui? Ti sbagli di grosso: questo lavoro mi ha impiegato circa 2 ore. Le successive sono servite a riorganizzare la casa per collocare l’albero al meglio, in modo che non sia di intralcio. E tu, sei un architetto creativo?

Cerchi altre ispirazioni per decorare casa per Natale?

Arredare casa per Natale: 3 stili a cui ispirarsi

Tutorial per una ghirlanda natalizia scandi style

Foto e Styling: Violetta Breda || Ringrazio Polideas per il supporto nella realizzazione di questo articolo. Ringrazio anche Grafiche Tassotti e Ikea Italia per la partecipazione allo styling con i loro prodotti.

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Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese http://www.architempore.com/shopping-a-edimburgo-design/ http://www.architempore.com/shopping-a-edimburgo-design/#respond Tue, 11 Dec 2018 05:00:50 +0000 http://www.architempore.com/?p=4590 Edimburgo è la capitale della Scozia ed è davvero ricca di concept store e negozi di design: fare shopping a Edimburgo è l’ideale! Gli scozzesi amano lo stile industrial chic e quello glam, senza dimenticare l’amore sconfinato per il tartan. Il tartan è una texture che segue uno schema definito, con fili di colori diversi: in origine i colori rappresentavano un clan (una “casata” scozzese), ma oggi è più una moda. Anta A proposito di tartan e interior, questo negozio è spettacolare ed è una tappa immancabile nel giro di shopping a Edimburgo. Qui si trovano tantissime varianti di tartan,

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Edimburgo è la capitale della Scozia ed è davvero ricca di concept store e negozi di design: fare shopping a Edimburgo è l’ideale! Gli scozzesi amano lo stile industrial chic e quello glam, senza dimenticare l’amore sconfinato per il tartan. Il tartan è una texture che segue uno schema definito, con fili di colori diversi: in origine i colori rappresentavano un clan (una “casata” scozzese), ma oggi è più una moda.

Anta

A proposito di tartan e interior, questo negozio è spettacolare ed è una tappa immancabile nel giro di shopping a Edimburgo. Qui si trovano tantissime varianti di tartan, declinate in eleganti porcellane, morbidi pouf e tappeti.

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 117 George Street, Edimburgo

The Edinburgh Natural Skincare Company

Il design è ecosostenibile e biologico. Si tratta di un marchio che realizza prodotti per il corpo e per la casa con ingredienti di origine 100% naturale. Il profumo qui dentro è da sogno!

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 57 Cockburn Street, Edimburgo

Time & Tide

Molto stile glam e molta Scozia. Si divide su due piani e si trovano arredi e complementi. Dopotutto chi non vorrebbe un fermaporta a forma di bassotto o un cartello con scritto “you are my lobster” (sei la mia aragosta)?

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 53 Cockburn Street, Edimburgo

Mysa

Da un lato design e cartoleria, dall’altro boutique. Io naturalmente mi sono soffermata nel lato design: persa tra le carte con pattern floreali e i vasi di piantine grasse.

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 31 Cockburn Street, Edimburgo

Eden

Un’esplosione di colori e di tutto e di più per strappare un sorriso… Di design! Si trovano articoli regalo, oggettistica per la casa e complementi. Il mio preferito? Le teste di unicorni di peluche da appendere come trofei alla parete!

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 37 Cockburn Street, Edimburgo

Liquorice Tree Gifts

Un altro concept store che ho apprezzato, con molti regali di design e a tema scozzese. Più commerciale forse rispetto ai negozi elencati qui, ma sicuramente diverso dai classici negozi di regali.

Shopping a Edimburgo: design e artigianato scozzese

Si trova al 29 Cockburn Street, Edimburgo

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Margaret Mackdonald Mackintosh e il Glasgow Style

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Come disporre le strisce LED per un effetto wow http://www.architempore.com/disporre-le-strisce-led/ http://www.architempore.com/disporre-le-strisce-led/#respond Thu, 06 Dec 2018 13:59:25 +0000 http://www.architempore.com/?p=4516 La luce che non si vede è in grado di donare magia ed eleganza ad una stanza, qualsiasi essa sia. Oggi vediamo alcune ispirazioni, tratte dai miei progetti come architetta d’interni, su come disporre le strisce LED negli ambienti residenziali. Sono un elemento che nei miei progetti non manca mai, perchè si unisce la bellezza alla praticità. Tipi di strisce LED Le strisce LED possono essere (semplificando) di due tipi diversi: o coperte da una veletta, ad illuminare in modo indiretto, oppure a luce diretta. Questa scelta progettuale condiziona anche la tipologia stessa della striscia e la sua qualità. Per

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La luce che non si vede è in grado di donare magia ed eleganza ad una stanza, qualsiasi essa sia. Oggi vediamo alcune ispirazioni, tratte dai miei progetti come architetta d’interni, su come disporre le strisce LED negli ambienti residenziali. Sono un elemento che nei miei progetti non manca mai, perchè si unisce la bellezza alla praticità.

Tipi di strisce LED

Le strisce LED possono essere (semplificando) di due tipi diversi: o coperte da una veletta, ad illuminare in modo indiretto, oppure a luce diretta. Questa scelta progettuale condiziona anche la tipologia stessa della striscia e la sua qualità. Per le luci dirette è fondamentale scegliere una stripLED che abbia i chip molto uniti tra loro, in modo da garantire un effetto pieno. Per le luci indirette invece questa accortezza non è strettamente necessaria ed eventualmente si possono abbassare i costi.

Disporre le strisce LED in corridoio

Lo spazio di soglia non va sottovalutato e l’inserimento di strip led a soffitto e di faretti incassati nel cartongesso del muro permette di creare un’atmosfera scenografica, di luce nascosta. Abbinato ad un profumatore ambientale diventa un perfetto esempio di progettazione sensoriale.

Come disporre le strisce LED per un effetto wow

©Violetta Breda per Architempore srl

Nel caso di un corridoio è fondamentale esaltare i punti forti: una strip led che percorre la lunghezza aiuta ad avere una luce soft e diffusa ovunque in modo uniforme. In questo caso poi i faretti sono stati ubicati in corrispondenza delle colonne, che sono in aggetto rispetto al muro, riproponendo la scansione architettonica dello spazio.

Disporre le strisce LED in salotto e in sala da pranzo

Il salotto e la sala da pranzo sono ormai una stanza unica, che io chiamo zona living. Si tratta di un luogo ibrido della casa, dove ci si rilassa nella propria intimità, ma anche dove si accolgono gli ospiti e per questo deve coniugare esigenze e momenti completamente diversi. Deve essere accogliente, ma deve anche saper stupire un po’. Gli effetti speciali si possono dare con un gioco di luci LED, tra faretti e strip LED, in modo da saper interpretare le diverse esigenze.

Come disporre le strisce LED per un effetto wow

©Violetta Breda per Architempore srl

Un’idea è quella di far correre le luci LED nel controsoffitto, con tagli di diverso tipo a seconda della situazione progettuale e dei singoli gusti. Per esempio, in presenza di tende si possono nascondere delle luci nella guida. In questo specifico caso che vedi nelle immagini, i clienti mi hanno di osare per un effetto wow. In salotto il mobile TV è su misura, con faretti che illuminano l’interno e una striscia sotto alla parte rialzata, a fare da luce di cortesia perfetta per quando si guarda la TV.

Come disporre le strisce LED per un effetto wow

©Violetta Breda per Architempore srl

La striscia LED che illumina il controsoffitto è nascosta da una veletta e corre fino al pavimento, con un taglio diagonale che richiama il mobile su misura. In sala da pranzo invece, oltre ad un lampadario a sospensione sul tavolo ci sono due strisce LED parallele, a vista, sul soffitto: questo per poter illuminare gradatamente tutta la stanza oppure solo il tavolo. Questa è solo un’idea tra le tante, il bello è poter personalizzare ogni casa seguendo il proprio gusto e il proprio budget!

Disporre le strisce LED in bagno

Il bagno è una zona della casa dedicata al relax e le strisce LED sono perfette per creare un’atmosfera sofisticata, quasi da spa, ad esaltare particolari arredi o soluzioni progettuali.

Come disporre le strisce LED per un effetto wow

©Violetta Breda per Architempore srl

Un esempio classico è la doccia, dove si possono nascondere faretti lungo tutta la parete e strisce LED in alto, nascoste dietro spessori o controsoffitti. Un’altra soluzione è illuminare sotto ai mobili e ai sanitari, che oltre a creare un’allure da boutique hotel, permette di avere una luce di cortesia e non sbattere da qualche parte di notte.

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Maniglie per mobili: personalizzare lo stile http://www.architempore.com/maniglie-per-mobili/ http://www.architempore.com/maniglie-per-mobili/#respond Wed, 28 Nov 2018 05:00:51 +0000 http://www.architempore.com/?p=4987 Spesso mi capita di ricevere richieste di aiuto… A casa già completata! È molto frequente non avere le idee chiare quando si arreda uno spazio per la prima volta e che quindi si cerchi di personalizzare lo stile pian piano. Un’idea per dare un aspetto nuovo e più in linea con quello che ci piace è sostituire i pomelli e le maniglie per mobili, in modo che siano più adatte all’ambiente che abbiamo in mente. Lasciati ispirare dalle moodboard per identificare lo stile che preferisci per la tua casa e personalizzarla: tessuti, materiali, luci e maniglie! Stile industrial Uno stile

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Spesso mi capita di ricevere richieste di aiuto… A casa già completata! È molto frequente non avere le idee chiare quando si arreda uno spazio per la prima volta e che quindi si cerchi di personalizzare lo stile pian piano. Un’idea per dare un aspetto nuovo e più in linea con quello che ci piace è sostituire i pomelli e le maniglie per mobili, in modo che siano più adatte all’ambiente che abbiamo in mente.

Lasciati ispirare dalle moodboard per identificare lo stile che preferisci per la tua casa e personalizzarla: tessuti, materiali, luci e maniglie!

Stile industrial

Uno stile molto particolare, che si distingue per la sua personalità. Tra tutti è anche uno stile relativamente economico, che unisce arredi vintage a complementi di recupero. Il trait d’union tra i vari arredi è dato semplicemente dagli abbinamenti dei materiali e dalle texture, mentre gli arredi in sè possono essere molto diversi tra loro. Materiali metallici, acciaio, corten e rame su tutti, sono abbinati a legno grezzo e mattoni faccia a vista e a tessuti come lino e cotone.

Maniglie per mobili: personalizzare lo stile

In questo caso è semplice rinnovare l’ambiente e personalizzare lo stile: sostituisci qualche arredo con altri recuperati dalla soffitta o dal mercatino dell’usato, cambia le maniglie per mobili con delle versioni anticate e lascia i lampadari con i bulbi a vista.

Stile contemporaneo

Bianco, tanto bianco. Lo stile minimale sembra il più semplice di tutti, ma non lo è affatto! Può essere declinato in tanti modi diversi e deve sempre mantenere una purezza di stile e di colori. Per ottenere un aspetto moderno per la propria casa il segreto sta nelle forme e nei materiali: superfici lisce e dall’aspetto lucido, forme geometriche e prive di fronzoli. I pavimenti in ceramica o legno, con battiscopa bianchi come le pareti così da nascondersi completamente. Le luci è meglio se sono integrate nell’ambiente, con strip led dall’effetto scenografico. Il tutto va spezzato con uno o due colori a tinta unita, come il nero, l’arancione o altri colori di tendenza.

Maniglie per mobili: personalizzare lo stile

Personalizzare lo stile in questo caso è più complesso senza un’idea univoca di partenza. Per facilitarti puoi partire eliminando il superfluo e conservando i mobili più semplici. Poi puoi coprire alcune superfici con dei tappeti e dare unità attraverso i complementi: quadri alle pareti, maniglie in pvc dall’effetto traslucido e vasi aiuteranno a dare unità.

Stile glam

Una casa in stile glam richiama il lusso low cost così tanto di tendenza in questo ultimo anno. Velluto, dettagli metallici color acciaio oppure oro e trasparenze. Le trasparenze possono essere ritrovate in una parete di specchi, in un lampadario in vetro di Murano o cristalli, in un tavolino con il piano in vetro e, molto semplicemente, anche nelle maniglie trasparenti delle cassettiere e librerie. Un dettaglio che rende subito glam è proprio l’abbinamento di una palette di colori che mescola tinte unite a texture più complesse, con velluto e superfici effetto gloss e trasparenti.

Maniglie per mobili: personalizzare lo stile

Personalizzare una casa in stile glam è molto più facile di quanto non si creda: sono i dettagli a fare la differenza! Maniglie in pvc trasparente, tappeti pelosi, lampadari imponenti e una carta da parati alla parete possono essere dei dettagli interessanti e non troppo dispendiosi da cui partire!

Trend alert: il ritorno del velluto nell’arredamento

Stile pop art

All’inizio era una corrente artistica, ma da qualche anno ormai si è diffuso anche come vero e proprio stile di interior design. Suo tratto distintivo è l’eclettismo: questo stile infatti è caratterizzato dalla varietà e dall’imprevedibilità. Il colore è l’elemento principale, il trait d’union più importante. La palette dovrà infatti essere ricca di colori pieni e vivaci, come l’azzurro, il verde e il rosso, mescolati a basi più neutre. Resina, pvc e vetro sono i materiali principali per una casa in stile pop art, preferibilmente con arredi e complementi dalle forme arrotondate.

Maniglie per mobili: personalizzare lo stile

Personalizzare è semplice: fai in modo di utilizzare sedie di colori diversi e di stili diversi tra loro, maniglie sorprendenti per cambiare l’aspetto dei mobili più banali e di decorare le pareti come in un museo di arte contemporanea.

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Ringrazio Polideas per il supporto nella realizzazione di questo articolo.

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Archiviaggi | Le donne del Bauhaus: tour in Germania http://www.architempore.com/donne-del-bauhaus-germania/ http://www.architempore.com/donne-del-bauhaus-germania/#respond Fri, 23 Nov 2018 05:00:21 +0000 http://www.architempore.com/?p=4947 Nel 2019 ricorrono i 100 anni dalla fondazione del Bauhaus e la Germania celebra questo anniversario con tantissime attività, mostre e aperture straodinarie, anche scoprendo un Bauhaus inedito. Le donne del Bauhaus erano il 60% delle iscritte, dal momento dell’apertura della scuola nel 1919. Pochissime però sono riuscite a portare a termine gli studi o a farsi un nome a livello internazionale. Come mai? Io l’ho scoperto sul campo, in un tour in Germania di cui vi ripropongo le tappe, per individuare i luoghi fisici dove hanno lavorato e quello che ci hanno lasciato, prima di svanire dalla Storia. Non

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Nel 2019 ricorrono i 100 anni dalla fondazione del Bauhaus e la Germania celebra questo anniversario con tantissime attività, mostre e aperture straodinarie, anche scoprendo un Bauhaus inedito. Le donne del Bauhaus erano il 60% delle iscritte, dal momento dell’apertura della scuola nel 1919. Pochissime però sono riuscite a portare a termine gli studi o a farsi un nome a livello internazionale. Come mai? Io l’ho scoperto sul campo, in un tour in Germania di cui vi ripropongo le tappe, per individuare i luoghi fisici dove hanno lavorato e quello che ci hanno lasciato, prima di svanire dalla Storia.

Non perderti il video del mio viaggio! Se lo hai già visto invece, prosegui per scoprire le tappe del tour sulle donne del Bauhaus.

1° tappa: Weimar

Qui è dove è nato tutto, sotto l’egida di Groupius. Il Bauhaus si fondava su principi estremamente progressisiti, di uguaglianza tra etnie e generi. Fu la prima scuola dove le donne avevano accesso ad una istruzione universitaria in Germania, dove potevano studiare l’arte e l’architettura senza rimanere a casa con un tutore privato, dove potevano diventare professioniste vere invece che restare delle semplici appassionate.

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Sembrano studentesse qualsiasi, ma alcune di loro hanno cambiato la storia del design.

Bisogna però ricordarsi che era il 1919 e la parità tra i sessi un concetto molto astratto. Gropius stesso era convinto che le donne non potessero studiare architettura, in quanto biologicamente incapaci di pensare in 3 dimensioni: conseguentemente le donne erano relegate all’ambito “Arts and crafts”, ossia lavori considerati femminili come la tessitura e la ceramica. Ad oggi naturalmente la situazione è cambiata e a Weimar si è cercato, forse, di fare ammenda al proprio sessismo passato. Proprio al Bauhaus di Weimar ha studiato ed insegnato l’architetta Heike Hanada, progettista del Museo del Bauhaus Weimar, che aprirà le sue porte il 5 Aprile 2019.

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Una vista in 3D fotorealistico di un lato del Bauhaus Museum Weimar

Qui, suddivisa su cinque piani, sarà distribuita la collezione più antica del mondo di oggetti e documenti del Bauhaus, a testimonianza del grande impatto di questa scuola nel mondo. L’edificio è un cubo minimalista, incastonato su una base di cemento con una facciata costituita da vetri opachi e illuminata durante la notte da fasce orizzontali LED.

2° tappa: Erfurt

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Vista esterna della Margaretha Reichardt Haus, a Erfurt

A pochi km da Weimar si trova Erfurt, un’altra cittadina tipica della Turingia ed importante tappa per gli amanti del Bauhaus sconosciuto. Qui ha infatti sede la casa laboratorio di Margaretha Reichardt, detta Grete, una delle più importanti studentesse e creative del Bauhaus, una di quelle che “ce l’ha fatta”. Si è formata a Dessau, sotto la guida della celebre insegnante Gunta Stölzl e con lei ha fatto praticantato presso Marcel Breuer.

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Il corridoio interno, con una foto raffigurante Grete Reichardt

La scuola di tessitura del Bauhaus è stata una vera fucina di talenti. Era il corso verso cui venivano indirizzate di più le donne, che durante gli anni ’20 hanno prodotto complessivamente circa 900 disegni tessili. Conosciuti come i tessuti Bauhaus, questi tessuti decorativi per rivestimenti e tappezzerie sono stati ispirati dagli studi sui colori e sulle forme di Johannes Itten, Paul Klee e Wassily Kandinsky. Le persone dietro a tutto ciò includono Anni Albers, che unì al telaio meccanico la produzione manuale; Benita Koche-Otte, un’influente insegnante e designer, i cui tessuti rimangono in produzione; Gertrud Arndt, che originariamente aspirava a studiare architettura, ma i cui tappeti sono finiti sul pavimento dell’ufficio di Gropius; Gunta Stözl, la prima donna direttrice di un dipartimento al Bauhaus.

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La casa di Grete Reichardt è tappezzata di sue produzioni: dai cuscini per le sedie, ai tappeti, agli arazzi alle pareti

La Margaretha Reichardt Haus di Erfurt è il laboratorio di tessitura a mano aperto nel 1933, dove Grete Reichardt produceva tessuti ed insegnava il suo metodo a dei praticanti. In una carriera durata oltre 50 anni, ha prodotto un corpus eccezionale di opere, principalmente motivi tessili ed arazzi.

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Anche la trama più semplice richiede tantissime ore di lavoro, sul telaio inventato da Grete Reichardt

Oggi la casa è visitabile e permette di vedere i telai manuali in azione, grazie ad una delle sue studentesse Christine Leister, che tutt’ora produce tessuti utilizzando i modelli storici. Grete Reichardt non ha mai parlato del suo periodo al Bauhaus con le sue studentesse, che ancora oggi si chiedono il perchè di questo mutismo. E me lo chiedo anche io.

La stanza dei telai: un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove, quando sono in azione, c’è un rumore assordante

Erfurt si pone come la cittadina simbolo delle donne del Bauhaus. La mostra “Bauhaus gals” tratta della vita e del lavoro di  Gertrud Arndt, Marianne Brandt, Margarete Heymann e Grete Reichardt e di come hanno influito sul lavoro delle generazioni successive e di come sono riuscite a farsi strada in un mondo di uomini, uscendo dalla stereotipo della donna “moglie e madre”. La mostra “Bauhaus women” (ossia Donne del Bauhaus!) invece mostra i lavori delle attuali donne del Bauhaus, con una selezione di opere di 35 insegnanti e laureate presso la facoltà di architettura del Bauhaus di Weimar.

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Angermuseum Erfurt, Foto: Dirk Urban | La sede di una delle due mostre, nel centro di Erfurt

Bauhaus Gals: dal 24 Marzo al 16 Giugno 2019 presso l’Angermuseum Erfurt, Anger 18, Erfurt. || Bauhaus women: dal 19 Aprile al 14 Luglio 2019 presso la Kunsthalle Erfurt, Fischmarkt 7, 99084 Erfurt

3° tappa: Dornburg

Ci spostiamo di circa 250 km, per approdare in un paesino di 8.000 abitanti, con case a graticcio, tende di pizzo alle finestre ed un castello in stile Rococò che domina la vallata. Qui, in una delle dependance del palazzo, ha sede l’ultimo autentico laboratorio Bauhaus, equipaggiato con l’arredamento originale.

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Questa tappa è obbligatoria anche solo per il panorama

Nonostante la breve durata di soli 5 anni, il periodo scolastico a Dornburg ha avuto un profondo impatto sullo sviluppo della ceramica moderna. Molti dei più influenti ceramisti tedeschi del XX secolo hanno imparato il loro mestiere qui, tra cui Marguerite Friedlaender, Werner Burri, Theodor Bogler e Franz Rudolf Wildenhain. L’unica donna in questo elenco è anche la prima donna ha prendere un diploma come ceramista in Germania, ma soprattutto è l’unica donna ad aver completato gli studi in ceramica presso il Bauhaus.

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Gli interni sono stati restaurati, il museo aprirà il 21 Aprile 2019

Ogni anno aderivano circa una quindicina di studenti, di cui metà era di sesso femminile. Solo Marguerite Friedlaender riuscì a portare a termine gli studi e il motivo va ricercato nella cultura patriarcale. Ufficialmente non è mai stata data una spiegazione, ma erano le donne che si occupavano della manutenzione degli strumenti di lavoro, della pulizia del laboratorio e della cucina durante la giornata. Sommato ad una giornata dove si stava chine sul tornio oppure si trasportavano sacchi di argilla è facile capire che le condizioni di vita fossero molto dure e poco eque. Per molte poi, gli studi si interrompevano con il matrimonio.

4° tappa: Dessau

Questa è la tappa finale, un po’ come quella delle donne del Bauhaus. Il Bauhaus venne chiuso nel 1933, dopo un fugace trasferimento a Berlino, accusato di fare anti-propaganda nei confronti del regime nazista. Qui è dove le donne del Bauhaus hanno studiato ed insegnato. Di loro in queste mura non ci sono molte tracce, bisogna cercarle.

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Una stanza ricostruita come era un tempo, dove si può anche soggiornare dal 2019. I tessuti sono tutti frutto del lavoro del laboratorio di tessitura.

Per esempio nelle fotografie che documentano la vita del Bauhaus, ad opera di Lucia Moholy (moglie del celebre László Moholy-Nagy): purtroppo ad oggi l’archivio è frammentato e protetto da diritti, poichè dopo la fuga dai nazisti di Lucia nel 1933, Gropius si appropriò dei negativi e li pubblicò senza darle alcun credito e tagliandola fuori dalla Storia della scuola.

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Autoritratto di Lucia Moholy, 1930.

Impossibile non citare anche Marianne Brandt, la prima donna che partecipò al laboratorio dei metalli. Studiò al fianco di Moholy-Nagy e ne divenne prima collaboratrice, poi sostituta come direttrice del dipartimento. Sono suoi alcuni design iconici che caratterizzano la storia degli oggetti del Bauhaus.

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Tea Infuser modello MT 49, Marianne Brandt. Questo specifico esemplare è stato venduto nel 2013 per 361.000 $

Questo elenco sta diventando lungo, tanto che forse è il caso di scriverci un libro. Negli ultimi anni però è stato attuauto un importante studio di ricerca sulle donne del Bauhaus, per dare loro il giusto spazio sui libri e nella nostra memoria. Ti invito ad organizzare un viaggio ripercorrendo queste tappe, in una veste insolita e ai più sconosciuta!

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Ringrazio l’ente del turismo della Germania per il supporto nella realizzazione di questo articolo.

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Permessi per ristrutturare casa: esempi pratici http://www.architempore.com/permessi-per-ristrutturare-casa/ http://www.architempore.com/permessi-per-ristrutturare-casa/#respond Tue, 20 Nov 2018 05:00:51 +0000 http://www.architempore.com/?p=4594 Capire che tipo di pratica serve (se serve) per fare un determinato lavoro in casa non è affatto facile. I permessi per ristrutturare casa variano per macro-tipologie e non sempre seguono il nostro stesso filo logico, per questo è sempre opportuno chiedere il parere di un tecnico professionista. Ho pensato di portare alcuni esempi pratici tra quelli che incontro più spesso come professionista, da esaminare assieme. Il mio consiglio è di fare una valutazione con un professionista e far realizzare un progetto, in modo da poter gestire i costi e il tipo di interventi. Rifare il bagno Questo tipo di

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Capire che tipo di pratica serve (se serve) per fare un determinato lavoro in casa non è affatto facile. I permessi per ristrutturare casa variano per macro-tipologie e non sempre seguono il nostro stesso filo logico, per questo è sempre opportuno chiedere il parere di un tecnico professionista. Ho pensato di portare alcuni esempi pratici tra quelli che incontro più spesso come professionista, da esaminare assieme.

Il mio consiglio è di fare una valutazione con un professionista e far realizzare un progetto, in modo da poter gestire i costi e il tipo di interventi.

Rifare il bagno

Questo tipo di intervento spesso non necessita di alcuna pratica edilizia. Il DM 2 Marzo 2018 contiene il primo glossario di opere che sono ricomprese nell’edilizia libera e tra queste ricadono opere di manutenzione ordinaria come il rifacimento dell’impianto igienico e idro-sanitario e il rinnovo dei rivestimenti.

Permessi per ristrutturare casa: esempi pratici

Un bagno che ci rispecchi e ci faccia stare bene è davvero molto importante per la nostra quotidianità. Questo è firmato Fap Ceramiche.

Questo vuol dire che puoi sostituire la doccia con la vasca (se proprio vuoi), sostituire i sanitari, pavimenti e rivestimenti alle pareti. Ciò non vale se modifichi il perimetro della stanza o se il bagno lo realizzi ex novo.

Scopri i miei consigli su come rinnovare un bagno cieco, senza permessi per ristrutturare casa!

Spostare la cucina e creare un open space

La posizione della cucina è spesso oggetto di “critiche”. Questo perchè il modo di costruire le case (e di viverle) è profondamente cambiato negli anni. Sempre più spesso ricevo richieste di realizzare ambienti unici oppure di spostare la cucina in una zona diversa della casa.

Permessi per ristrutturare casa: esempi pratici

Una soluzione molto frequente è quella di aprire la cucina e realizzare un open space.

Nel caso i muri da eliminare e/o modificare siano non portanti occorre una pratica edilizia, la CILA (o CIL o altri acronimi simili). La CILA è una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata: vuol dire che è necessario un tecnico abilitato che asseveri e garantisca del corretto svolgimento dei lavori. Si presenta presso lo sportello edilizio del Comune in cui è sito l’immobile oggetto dei lavori. Generalmente questo tipo di lavori non prevede oneri: ogni Comune disciplina questo tipo di pratiche, quindi è importante verificare sempre caso per caso.

Permessi per ristrutturare casa: esempi pratici

Per questo intervento non servono pratiche, si tratta solo di modifica al rivestimento!

Se parliamo invece di un intervento che tocca muri portanti non siamo più nell’ambito della manutenzione straordinaria, ma ricadiamo nella ristrutturazione edilizia. Sarà quindi necessaria una SCIA, ossia una Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Trasformare la cantina in taverna o camera degli ospiti

In Lombardia la legge 7/2017 ha fatto esplodere un vero boom per questi interventi: si tratta della legge sul recupero dei seminterrati, applicata in maniera differente dai Comuni che hanno aderito, tra cui quello di Milano. A Milano è infatti possibile dal 24 Ottobre 2017 recuperare il proprio seminterrato, con una vera e propria variazione catastale se quest’ultimo rispetta i requisiti.

Permessi per ristrutturare casa: esempi pratici

Non solo taverne, ma anche camere da letto, una spa domestica, una sala giochi o mini cinema!

Scopri come è possibile recuperare il seminterrato a Milano

Per chi risiede fuori dalla Lombardia la questione è un po’ più complessa, poichè è sì possibile occupare il seminterrato della propria abitazione come meglio si crede, ma non è possibile effettuare modifiche catastali. Per quanto riguarda proprietà che non sono legate all’abitazione e di cui non se ne fa uso proprio non è ad oggi possibile.

Il tuo caso è diverso o cerchi un tecnico?

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Alcuni dei miei lavori di ristrutturazione d’interni:

Come arredare un bagno piccolo e senza finestre

Trasformare un bagno stretto e lungo per guadagnare spazio

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

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