Architempore http://www.architempore.com Architettura, design, viaggi e lifestyle Tue, 25 Sep 2018 12:45:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere http://www.architempore.com/vacanze-ad-aosta-dove-dormire-vedere/ http://www.architempore.com/vacanze-ad-aosta-dove-dormire-vedere/#respond Tue, 18 Sep 2018 05:00:05 +0000 http://www.architempore.com/?p=4586 Una meta di montagna a un paio d’ore di macchina da Milano è la Valle d’Aosta, così un weekend ho deciso di partire alla volta di Aosta, a scoprire architettura e natura. Dopo aver passato due giorni qui vi racconto cosa fare e dove dormire durante le tue vacanze ad Aosta! Cosa vedere ad Aosta Piazza Chanoux La piazza principale del capoluogo: impossibile non passarci e non innamorarsi dei colori pastello delle facciate e dello stile neoclassico dei palazzi. Qui si trovano un museo, caffè e il municipio che, in pieno stile francese, si chiama Hotel de Ville. Porta Pretoria

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Una meta di montagna a un paio d’ore di macchina da Milano è la Valle d’Aosta, così un weekend ho deciso di partire alla volta di Aosta, a scoprire architettura e natura. Dopo aver passato due giorni qui vi racconto cosa fare e dove dormire durante le tue vacanze ad Aosta!

Cosa vedere ad Aosta

Piazza Chanoux

La piazza principale del capoluogo: impossibile non passarci e non innamorarsi dei colori pastello delle facciate e dello stile neoclassico dei palazzi. Qui si trovano un museo, caffè e il municipio che, in pieno stile francese, si chiama Hotel de Ville.

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Porta Pretoria

Il legame tra Aosta e l’impero romano è fortissimo. Augusta Pretoria era uno dei grandi snodi dell’impero, una cittadina fiorente e molto popolata. La porta è stata realizzata nel 25 a.C. ed è l’ingresso orientale della città.

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Teatro di Augusto

Il capolavoro di Aosta. Questo teatro è splendidamente conservato e svetta in tutto il suo splendore nel centro città. Adiacente si trova anche l’anfiteatro, che però non è accessibile. L’intera area è stata recuperata con un lavoro di scavi durati per tutto l’arco del 1900.Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Criptoportico forense

Una chicca da non perdere, anche questa. Meno conosciuto rispetto al teatro, ma ancora più spettacolare. La sua funzione originaria non è chiarissima, poichè è sostanzialmente un camminamento ipogeo in corrispondenza delle mura che circondavano la città.

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Dove dormire ad Aosta

Per le mie vacanze ad Aosta ho scelto di alloggiare da Meizon Meysattaz, un bed and breakfast di design (sai che sono la mia passione). Sono stata felicissima della mia scelta e decisamente è entrato nei posti dove tornerei. Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

L’intero edificio è un fienile ristrutturato, in un borgo poco fuori dal centro di Aosta. La proprietaria è appassionata di design e l’ha arredato con uno stile che coniuga il minimalismo scandinavo con dei dettagli tipici dei cottage di montagna. Le stanze sono 3,ognuna correlata ad un animale tipico della zona: la mia era la stanza delle pecore, dipinte sulle pareti.Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

I dettagli che ho apprezzato maggiormente nella camera sono stati gli imbottiti e i tessuti di un artigiano locale: il pouf in fieno e la testiera del letto in vello di pecora sono una rivisitazione moderna dello stile montanaro che contraddistingue la Valle d’Aosta.Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

La zona comune, dove si fa la colazione e ci si può rilassare, ha una doppia altezza con soppalco e una parete interamente decorata con una filastrocca in patoué, dialetto valdostano.

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Vacanze ad Aosta: dove dormire e cosa vedere

Per dormire da Meizon Meysattaz puoi guardare qui

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Arredare il bagno a misura di bambini http://www.architempore.com/arredare-bagno-a-misura-di-bambini/ http://www.architempore.com/arredare-bagno-a-misura-di-bambini/#respond Fri, 14 Sep 2018 05:00:01 +0000 http://www.architempore.com/?p=4491 I bambini amano giocare, amano scoprire: e giocando e scoprendo, imparano. Ripensare il bagno a misura di bambini è un passo importante per la loro crescita, per diventare autonomi come suggerisce il metodo Montessori. Se ne hai la possibilità, perchè no? Se non si ha un intero bagno a disposizione, anche un angolino fa la differenza. E attenzione, non si parla solo di forme e colori, ma anche di “taglie” e altezze. Un bagno a misura di bambini: poter aprire e chiudere i rubinetti, usare l’asciugamano, lavarsi mani e denti, pettinarsi. Lavabo e sanitari Le altezze sono fondamentali per l’autonomia.

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I bambini amano giocare, amano scoprire: e giocando e scoprendo, imparano. Ripensare il bagno a misura di bambini è un passo importante per la loro crescita, per diventare autonomi come suggerisce il metodo Montessori. Se ne hai la possibilità, perchè no? Se non si ha un intero bagno a disposizione, anche un angolino fa la differenza. E attenzione, non si parla solo di forme e colori, ma anche di “taglie” e altezze.

Un bagno a misura di bambini: poter aprire e chiudere i rubinetti, usare l’asciugamano, lavarsi mani e denti, pettinarsi.

Lavabo e sanitari

Le altezze sono fondamentali per l’autonomia. I sanitari, più piccoli rispetto a quelli di noi adulti, vanno posizionati a circa 30/38 cm di altezza dal pavimento. Il lavabo a circa 40/48 cm di altezza, in modo che il bambino possa aprire da solo l’acqua del rubinetto.Arredare il bagno a misura di bambini

In mancanza di spazio per installare sanitari specifici ci si può aiutare con la torre dell’apprendimento Montessori oppure con sgabelli in sicurezza per la zona lavabo; per i sanitari invece, può bastare un gradino che aiuta la “scalata”.

Vasca

La vasca è preferibile alla doccia, perchè nei primi anni permette di rendere il momento del bagno un momento di contatto importante. Inoltre la vasca trasforma il bagno in un momento ludico e di svago, che non va sottovalutato. Che io, da progettista, cerchi sempre di consigliare la vasca è risaputo.Arredare il bagno a misura di bambini

Scopri qui i miei 5+1 motivi (semiseri) per preferire la vasca da bagno alla doccia!

Uno spazio per ciascuno

Fondamentale è l’organizzazione dello spazio. Sia perchè così i bambini imparano a mettere a posto, sia perchè è più facile da pulire. Dedicare una mensola a ciascun figlio/a è un’ottima idea: differenziala per colore, usando il suo preferito, e appendila all’altezza giusta, in modo che sia raggiungibile.

Materiali e finiture

I bambini amano il colore e le forme: difficilmente potranno apprezzare il bellissimo bagno bianco e nero di cui ti sei innamorato! Quindi anche nella progettazione ricordiamoci che il gioco è educazione. Una parete dipinta o un pavimento colorato saranno perfetti.Arredare il bagno a misura di bambini

I materiali più indicati sono sicuramente l’indistruttibile grès porcellanato e la resina, facili da pulire e privi di fughe.

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Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!) http://www.architempore.com/distilleria-a-glasgow/ http://www.architempore.com/distilleria-a-glasgow/#respond Tue, 11 Sep 2018 05:00:21 +0000 http://www.architempore.com/?p=4644 Il whisky è la bevanda più famosa della Scozia, quella che non manca mai nei locali e grande motivo d’orgoglio nazionale. Tra le tante distillerie che offrono la possibilità di fare una visita e una degustazione io ho scelto una distilleria a Glasgow, The Clydeside Distillery. Perchè visitare questa distilleria a Glasgow Cercando online ho notato che la maggior parte delle distillerie erano ubicate in aperta campagna e che per arrivarci avrei dovuto usare una macchina o aggregarmi in un tour precofenzionato. Inoltre le distillerie erano tutte molto simili tra loro: le classiche case di campagne intonacate in bianco. Poi

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Il whisky è la bevanda più famosa della Scozia, quella che non manca mai nei locali e grande motivo d’orgoglio nazionale. Tra le tante distillerie che offrono la possibilità di fare una visita e una degustazione io ho scelto una distilleria a Glasgow, The Clydeside Distillery.

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Perchè visitare questa distilleria a Glasgow

Cercando online ho notato che la maggior parte delle distillerie erano ubicate in aperta campagna e che per arrivarci avrei dovuto usare una macchina o aggregarmi in un tour precofenzionato. Inoltre le distillerie erano tutte molto simili tra loro: le classiche case di campagne intonacate in bianco. Poi ho trovato lei:

  • Ha una posizione comodissima, essendo lungo il fiume che attraversa la città. Io ho fatto una passeggiata a piedi e la trovo la soluzione perfetta per chi beve del whisky.
  • Il tour e la storia di questo posto sono così coinvolgenti che anche chi non beve whisky può divertirsi.
  • Ha un’architettura davvero stupenda, essendo realizzata con un intervento di recupero di un edificio storico.
  • Non è eccessivamente costosa, perchè due ore circa di tour e degustazione costano 15 £.

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

L’architettura

The Clydeside Distillery si trova sul fiume Clyde a Glasgow, all’imbocco dell’antico porto e vicinissimo al Riverside Museum di Zaha Hadid. L’edificio originario è stato costruito nel 1877 ed era un’idrovora, che regolamentava il traffico nel porto ed era un punto fondamentale per il commercio del whisky.

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Il progetto di recupero è stato affidato allo studio scozzese Hypostyle Architects, che ha trasformato l’edificio in una distilleria, con shop, servizi e ristorante. Il connubio tra nuovo e antico è molto forte, in quanto la distilleria è dislocata nell’addizione architettonica: un volume che ricorda i container per il trasporto delle merci sul fiume, che si apre verso il fiume Clyde con una vetrata gigantesca.Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

I lavori sono durati 54 settimane (praticamente 1 anno) e alla fine del 2017 la Clydeside Distillery ha aperto i battenti. Al piano terra si viene accolti dal ristorante con shop (di whisky, ovviamente). La visita inizia nella parte “antica” del complesso: qui si viene introdotti alla storia del whisky e di Glasgow, tramite filmati, infografiche e una guida.Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Spostandosi poi, in modo del tutto naturale, nella parte “nuova”, si entra nella zona di produzione, dove si trovano le macchine che svolgono le principali funzioni per la distillatura.

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

La degustazione

Sì, è vero. Qui si parla perlopiù di architettura, però una nota sulla degustazione del Whisky è doverosa. Alla Clydeside Distillery fanno assaggiare 3 tipi diversi di whisky: il primo è delle Lowland, il secondo delle Highland e il terzo da Islay nelle Ebridi. E ti regalano anche il bicchierino da portare a casa per ricordo.Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Una distilleria a Glasgow da non perdere (anche per astemi!)

Ti piace questa distilleria a Glasgow? Scopri di più sullla Scozia!

Margaret MacDonald Mackintosh e il Glasgow Style

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Ringrazio The Clyside Distillery per l’ospitalità.

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Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style http://www.architempore.com/glasgow-margaret-macdonald-mackintosh/ http://www.architempore.com/glasgow-margaret-macdonald-mackintosh/#respond Fri, 07 Sep 2018 05:00:40 +0000 http://www.architempore.com/?p=4588 Interessandomi di donne e architettura ho scoperto che moltissime architette e designer sono state “il braccio destro” di architetti molto conosciuti. Una tra tutte è Margaret Macdonald Mackintosh, moglie e collega dell’architetto Charles Rennie Mackintosh, considerato il fondatore del Glasgow Style e dell’Art Noveau in Gran Bretagna. Chi è Margaret Macdonald Mackintosh Margaret è stata un’artista e una designer di interni davvero talentuosa, la cui fama è sempre stata subordinata a quella del marito. Conobbe Mackintosh presso la Glasgow Art School, che frequentò con la sorella Frances. Proprio con la sorella aprì uno studio di interior design il MacDonald Sisters

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Interessandomi di donne e architettura ho scoperto che moltissime architette e designer sono state “il braccio destro” di architetti molto conosciuti. Una tra tutte è Margaret Macdonald Mackintosh, moglie e collega dell’architetto Charles Rennie Mackintosh, considerato il fondatore del Glasgow Style e dell’Art Noveau in Gran Bretagna.

Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style

Margaret Macdonald Mackintosh | courtesy of GSA Archives / T & R Annan & Sons Ltd

Chi è Margaret Macdonald Mackintosh

Margaret è stata un’artista e una designer di interni davvero talentuosa, la cui fama è sempre stata subordinata a quella del marito. Conobbe Mackintosh presso la Glasgow Art School, che frequentò con la sorella Frances. Proprio con la sorella aprì uno studio di interior design il MacDonald Sisters Studio, a Glasgow. I loro lavori erano molto delicati, con linee tonde e volti femminili ispirati dall’arte celtica.

Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style

The May Queen, pannello per il Ladies’ Luncheon Room, sala da tè a Ingram Street, Glasgow. Margaret Macdonald Mackintosh. e Frances MacDonald MacNair.

Il Glasgow Style

Solo qualche anno più tardi decise di iniziare a lavorare con il marito, universalmente riconosciuto come il più famoso architetto scozzese. Anche la sorella Frances, sposata con l’architetto Herbert MacNair seguì lo stesso percorso: infatti  le due coppie erano conosciute come “i quattro di Glasgow”. Le due mogli, pare, seguivano la parte più decorativa, legata alle texture e alle palette dei colori, mentre i mariti si occupavano di pensare ai mobili e all’architettura vera e propria.

Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style

L’interno della White Bedroom della Hill House, lavoro di Margaret MacDonald Mackintosh e di Charles Rennie Mackintosh.

Margaret espose anche alla Secessione di Vienna del 1900 e i suoi lavori furono certamente di ispirazione per artisti come Klimt e Hoffmann. Purtroppo non tutti i suoi lavori sono stati legittimamente riconosciuti e spesso venivano attribuiti integralmente al marito, nonostante l’impegno di lui nel sottolineare la grande partecipazione della moglie nei suoi lavori. Per questo ad oggi è molto difficile ricostruire la sua carriera senza scinderla da quella del marito.

Materiali e colori

I materiali e i colori erano il punto forte della ricerca decorativa di Margaret Macdonald Mackintosh. Metallo, tessuti, acquerelli e gesso i suoi preferiti, che utilizzava per creare pattern e combinazioni mai viste prima. Negli interni progettati da Mackintosh lei realizzava perlopiù pannelli decorativi e mobili, tra cui spiccano i pannelli nella Willow Tea Room e The Hill House.

Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style

L’interno della Willow Tea House, pannelli in vetro e metallo, di Margaret MacDonald Mackintosh

Nella loro casa, la Mackintosh House (interamente ricostruita all’interno dell’Hunterian Art Gallery a Glasgow), Margaret si occupò anche dei mobili della camera da letto e dei lampadari.

Architetta | Margaret Macdonald Mackintosh e il Glasgow style

L’esterno della Mackintosh House ricostruito nel campus della Glasgow University, presso la Hunterian Art Gallery

Oltre a Margaret Macdonald Mackintosh conosci queste artiste del passato?

Elena Luzzato, la prima architetta italiana

Margarete Lihotzky e la cucina componibile

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Di negozi dell’usato e vacanze estive http://www.architempore.com/negozi-dellusato/ http://www.architempore.com/negozi-dellusato/#respond Tue, 04 Sep 2018 05:00:48 +0000 http://www.architempore.com/?p=4507 L’estate è quel magico momento in cui sono presa dalla voglia di sistemare. A te non capita? Rimandare mi sembra impossibile e quindi mi dò al decluttering assoluto, anche se dopo aver abbracciato il metodo KonMari è una situazione molto contenuta. Settembre poi è per me il momento ideale per visitare i negozi dell’usato… Carica delle cose che non voglio più vedere. Lo ammetto, sono una persona che si stanca facilmente delle “cose”, soprattutto quelle che scelgo senza meditarci su per mesi. La casa non è una situazione statica, ma altamente dinamica: pensa a quante cose hai cambiato negli ultimi

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L’estate è quel magico momento in cui sono presa dalla voglia di sistemare. A te non capita? Rimandare mi sembra impossibile e quindi mi dò al decluttering assoluto, anche se dopo aver abbracciato il metodo KonMari è una situazione molto contenuta. Settembre poi è per me il momento ideale per visitare i negozi dell’usato… Carica delle cose che non voglio più vedere.Di negozi dell'usato e vacanze estive

Lo ammetto, sono una persona che si stanca facilmente delle “cose”, soprattutto quelle che scelgo senza meditarci su per mesi. La casa non è una situazione statica, ma altamente dinamica: pensa a quante cose hai cambiato negli ultimi 6 mesi e pensa a dove hai messo tutto quello che, per un motivo o per l’altro, non usavi. Di solito la risposta è la cantina. Lo era anche per me, prima della mia rinascita KonMari.Di negozi dell'usato e vacanze estive

Dopo la rinascita sono approdata in un mondo dove ho (quasi) tutto sotto controllo e dove compro qualcosa se mi serve. Se poi trovo il modo di sostituirlo con qualcosa che mi piace di più, non lo sbatto in cantina “perchè non si sa mai”. Gli regalo una nuova occasione.

Sono due anni che vivo così e ogni estate faccio il punto, per poi a Settembre andare in negozi dell’usato e regalare una nuova vita ai miei oggetti.

Ti ho già parlato di Mercatopoli e non potrei essere più felice che ce ne sia uno davvero vicino a casa mia, aperto di recente. Per sapere quanto distante è il tuo Mercatopoli, basta fare come ho fatto io: dalla home page del sito, clicca su “trova negozi” e negli appositi spazi inserisci regione e provincia per vedere quali sono i punti vendita presenti nella zona.

Io sono andata da Mercatopoli Segrate, dove con la mia tessera ho potuto essere registrata presso il punto vendita e vendere le mie cose. In realtà, anche comprare: ovviamente non sono uscita a mani vuote. Questi negozi dell’usato mi piacciono perchè sono davvero molto molto comodi e ben organizzati.Di negozi dell'usato e vacanze estive

Prima di tutto perchè un addetto alla vendita si assicura dello stato delle cose che vengono messe in vendita e della sua pulizia. Poi perchè ogni punto vendita è organizzato con cura: ci sono sezioni suddivise, come libri e dischi, abiti, mobili vintage, accessori e complementi d’arredo per la casa, servizi e pentole.Di negozi dell'usato e vacanze estive

Per chi desidera mettere in vendita è super pratico: io ho consegnato la mia biscottiera in ceramica inglese. Era un regalo che non ho mai usato perchè non nel mio stile e mi dispiaceva vederla inutilizzata in fondo al pensile della cucina.Di negozi dell'usato e vacanze estive

Dopo averlo controllato e prezzato, è stato messo sullo scaffale, in attesa di essere venduto. Se non troverà una casa entro 60 giorni posso andare a ritirarlo (come avrai capito, non lo farò) oppure verrà donato in beneficienza (assolutamente meglio).

Hai mai provato questi negozi dell’usato? Ti consiglio di provare ad andare nel tuo Mercatopoli più vicino!

Fare spazio in casa: idee post decluttering

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5 Botteghe storiche a Milano tra design e artigianato http://www.architempore.com/botteghe-storiche-a-milano/ http://www.architempore.com/botteghe-storiche-a-milano/#respond Fri, 31 Aug 2018 05:00:45 +0000 http://www.architempore.com/?p=4509 Lo shopping di design mi appassiona sempre e Milano è una fonte inesauribile. Oggi voglio dare un po’ di luce alle botteghe storiche a Milano, spazi commerciali ed attività che hanno contribuito a rendere la città quella che è oggi e ne hanno fatto la storia. Scopri le mie botteghe storiche a Milano preferite: ricordi e passioni si mescolano all’insegna dell’artigianalità! Nano Bleu Parto appunto dalla mia infanzia: un punto di riferimento per me bambina e per i bambini di oggi. Nano Bleu è una bottega storica di giocattoli che da più di 50 anni fa parte delle vetrine del

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Lo shopping di design mi appassiona sempre e Milano è una fonte inesauribile. Oggi voglio dare un po’ di luce alle botteghe storiche a Milano, spazi commerciali ed attività che hanno contribuito a rendere la città quella che è oggi e ne hanno fatto la storia.

Scopri le mie botteghe storiche a Milano preferite: ricordi e passioni si mescolano all’insegna dell’artigianalità!

Nano Bleu

Parto appunto dalla mia infanzia: un punto di riferimento per me bambina e per i bambini di oggi. Nano Bleu è una bottega storica di giocattoli che da più di 50 anni fa parte delle vetrine del centro città. Le sue vetrine blu e rosse sono per me sinonimo inconfondibile di… Questi peluche che vedi qui sotto!

5 Botteghe storiche a Milano tra design e artigianato

Si trova in Corso Vittorio Emanuele, 15

Moroni Gomma

Il posto dove trovare gli accessori e i complementi d’arredo più belli ed originali. Moroni Gomma è decisamente un punto di riferimento per lo shopping di design ed è anche una bottega storica, a dimostrazione che ai milanesi piace il design.

5 Botteghe storiche a Milano tra design e artigianato

Si trova in Corso Giacomo Matteotti, 14

Libreria Bocca

Questa libreria è un patrimonio culturale molto importante, aperta dal 1775: questa sede di Milano è l’ultima rimasta aperta tra quelle di Torino (la prima), Parigi, Firenze e Roma. Tra gli scaffali e il bellissimo pavimento si trovano libri di arte e architettura, ma in generale è un patrimonio unico a sè, da non perdere.

5 Botteghe storiche a Milano tra design e artigianato

Si trova in Galleria Vittorio Emanuele

Ditta Guenzati

Ma è questo il negozio più antico di Milano, aperto dal 1768. Qualche anno fa ha rischiato la chiusura, ma un intervento promosso dai cittadini (e anche da questo blog) lo ha salvato. Vendono cappelli, accessori in maglia, kilt e tessuti.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Si trova in Via dei Mercanti, 21

Fratelli Bonvini

Una cartoleria e tipografia, a due passi dal bar Luce di Fondazione Prada. Dal 1909 è un luogo dove si stampa, si progettano grafiche e, da qualche mese, si fanno anche workshop sulla tipografia. L’obiettivo è quello di preservare la cultura della stampa e l’artigianalità del gesto.

5 Botteghe storiche a Milano tra design e artigianato

Si trova in Via Tagliamento, 1

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Albergo Diurno Venezia: i bagni pubblici nel sottosuolo di Milano

Dove mangiare a Milano durante la Design Week (e non solo)

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Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi! http://www.architempore.com/biennale-di-architettura-2018-venezia/ http://www.architempore.com/biennale-di-architettura-2018-venezia/#respond Mon, 13 Aug 2018 17:13:58 +0000 http://www.architempore.com/?p=4553 La Biennale di Architettura 2018 a Venezia la ritengo veramente meritevole di una visita e ricca di spunti. La 16esima Mostra Internazionale di Architettura si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale ed in vari luoghi di Venezia, come da tradizione: io ho visitato i Giardini e ho davvero apprezzato quello che ho visto. Forse complice il fatto che i curatori quest’anno sono in realtà curatrici, ed è la seconda volta nella storia che succede: si tratta delle Grafton Architects, Yvonne Farrell e Shelley McNamara. Scopri chi sono le Grafton Architects, nell’articolo dedicato! Il tema

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La Biennale di Architettura 2018 a Venezia la ritengo veramente meritevole di una visita e ricca di spunti. La 16esima Mostra Internazionale di Architettura si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale ed in vari luoghi di Venezia, come da tradizione: io ho visitato i Giardini e ho davvero apprezzato quello che ho visto. Forse complice il fatto che i curatori quest’anno sono in realtà curatrici, ed è la seconda volta nella storia che succede: si tratta delle Grafton Architects, Yvonne Farrell e Shelley McNamara.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

A sinistra Yvonne Farrell, a destra Shelley McNamara.

Scopri chi sono le Grafton Architects, nell’articolo dedicato!

Il tema della Biennale di Architettura 2018

La coppia di architette ha scelto come tema “freespace” (spazio libero) ed è un tema che è stato davvero ben recepito ed interpretato. Rappresenta la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio, che deve essere fruibile da tutti/e.

Cosa mi aspettavo da questa Biennale di Architettura 2018

Mi aspettavo riflessioni e soluzioni pratiche su spazi che non fossero solo pubblici, ma anzi privati, delimitati e delimitanti. Mi aspettavo riflessioni sulle città, sulle infrastrutture che si mettono a disposizione. Mi aspettavo anche molta critica rispetto al passato.

Mi aspettavo uno sguardo particolare sull’accessibilità per tutti coloro che non corrispondono al modello del Modolur di Le Corbusier, che è un po’ il modello su cui noi tutti basiamo l’architettura. Per chi non se ne intende così tanto: il modulor è una scala di proporzioni che viene utilizzata come riferimento per la progettazione, basata su una figura umana alta circa 170 cm, normopeso e priva di disabilità – ovviamente pensato a partire da un uomo europeo e caucasico. Mi aspettavo quindi anche una riflessione di come attualmente l’architettura abbia necessità di volgere altrove il suo sguardo.

Quali padiglioni consiglio di non perdersi assolutamente?

Date queste premesse ho identificato alcuni padiglioni che ho particolarmente apprezzato e che a mio avviso sono stati particolarmente coinvolgenti (non è una classifica).

Spagna

In Spagna una vera e propria rivoluzione. Pareti colme di studi e progetti, pavimento con i macro-concetto a guidare il visitatore e alcune sedie (bianche) per sedersi a leggere. Molto bello, anche se un po’ dispersivo: è impossibile leggere tutto!

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Ungheria

Qui ci si è fermati a riflettere su un luogo simbolo della capitale: il Ponte delle Catene. Un luogo pubblico, ma non fruibile ai cittadini, tranne che in 3 diversi avvenimenti storici nel 1990, nel 2004 e nel 2018. Poi, una scala che ci porta al di sopra del Padiglione.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Austria

Il Padiglione dell’Austria mi piace sempre molto, complice l’architettura stessa del Padiglione. In questo caso è stato scelto di realizzare una struttura temporanea in legno, metallo e corda. Et voilà, il padiglione è diventato uno spazio pubblico e fruibile in modo diverso rispetto al solito.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Romania

Si entra seguendo un percorso del gioco della campana e si viene avvolti da voci di bambini. Video e voci raccontano il coinvolgimento dei bambini nella progettazione di un quartiere urbano, mentre lo spazio fisico è occupato da un provvisorio parco giochi.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Scandinavia

Il mio parere è che questo padiglione sia talmente bello che qualsiasi cosa diventa bella di riflesso. In questo caso hanno esaminato il rapporto simbiotico tra uomo e natura: una struttura a forma di cellula contiene aria e acqua, due elementi fondamentali, in un’esaltazione del legame che abbiamo con ciò che ci circonda.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Gran Bretagna

Sento già questo padiglione o piace o non piace, in modo assoluto. Il padiglione è stato lasciato completamente vuoto, libero di essere attraversato ed interpretato a piacere. All’esterno una scala panoramica porta sopra al tetto, per ammirare il panorama e prendere il tè (alle 16.00).

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Non solo trovo geniale, quasi concettuale, l’idea di interpretare il concetto di “free-space” alla lettera, ma ho anche apprezzato la struttura esterna, l’unica tra tutte accessibile anche ai disabili.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Padiglione Centrale

Naturalmente, come sempre, incapace di deludere. Un padiglione molto curato, ricco di spunti e progetti rivoluzionari. L’esposizione di un progetto su come rendere legale un villaggio abusivo in Cina, una retrospettiva su 4 progetti per Venezia mai realizzati, l’esposizione di modellini dello studio Zumthor,  uno spazio fluido di Odile Decq tra quello che ho apprezzato maggiormente.Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

La mia top 3 (se avete pochissimo tempo)

Serbia

A partire dal Claim “La scuola libera è spazio libero” me ne sono innamorata. Un allestimento che mi ha colpita nella sua semplicità. Qui, come tra i banchi di scuola, di analizzano alcuni concetti legati all’architettura come la “discarica”, “l’arte dei murales” o “il tetto della casa come spazio libero”: ogni parola o gruppo di parole riconduce ad un simbolo dell’architettura del vecchio regime ed è accompagnato da una storia o da un mito.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

Germania

Qui si analizza il simbolo dello spazio (non) libero per eccellenza: il Muro di Berlino. Tenuto in piedi per 28 anni, nel 2018 sono esattamente 28 anni dalla sua caduta e tavola per tavola si scoprono i modi in cui si è tentata una ricucitura di quegli spazi separati. Le tavole con il retro nero e le pareti coperte di specchi ripropongono il muero stesso e anche l’allestimento diventa da 10 e lode. Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

La chicca finale è uno spazio di documentari ed interviste a persone comuni, a proposito della loro vita in spazi che sono tutt’ora divisi come la Corea del Sud, Israele o la California.

Svizzera

Qui la riflessione è stata molto semplice: spazi a misura d’uomo. Perchè quindi le case sono fatte con determinate misure? Una casa con pareti e porticine minuscole, ma anche una cucina a misura di giganti. Si esce confusi circa le misure reali, ma pieni di idee.

Biennale di Architettura 2018 a Venezia: cosa non perdersi!

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Trend alert: tende da interni per bambini http://www.architempore.com/tende-da-interni-per-bambini/ http://www.architempore.com/tende-da-interni-per-bambini/#respond Thu, 09 Aug 2018 05:00:47 +0000 http://www.architempore.com/?p=4499 Qui non si parla di tende da mettere alle finestre, ma di teepee indiani. Uno spazio intimo, personale e creativo: le tende da interni per bambini sono uno degli ultimi trend nel mondo dell’interior design. Complice la cultura che sempre più presta attenzione agli spazi di crescita e gioco, le tende sono anche consigliate da chi applica il metodo Montessori. Cosa sono le tende da interni per bambini? Chiamate anche teepee, perchè riprendono in tutto e per tutto le tende degli indiani d’america, queste tende sono piccoli spazi dove i bambini possono rifugiarsi e giocare. Per i più piccoli infatti

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Qui non si parla di tende da mettere alle finestre, ma di teepee indiani. Uno spazio intimo, personale e creativo: le tende da interni per bambini sono uno degli ultimi trend nel mondo dell’interior design. Complice la cultura che sempre più presta attenzione agli spazi di crescita e gioco, le tende sono anche consigliate da chi applica il metodo Montessori.

Cosa sono le tende da interni per bambini?

Chiamate anche teepee, perchè riprendono in tutto e per tutto le tende degli indiani d’america, queste tende sono piccoli spazi dove i bambini possono rifugiarsi e giocare. Per i più piccoli infatti la cameretta non è mai uno spazio privato (giustamente), ma proprio come noi adulti, anche i bambini hanno bisogno di momenti di intimità: perchè non fornirgli un piccolo rifugio morbido e colorato, in cui possono essere i padroni assoluti?Trend alert: tende da interni per bambini

Ecco alcune ispirazioni!

Se devo essere sincera ho cercato qualche immagine… E poi non sono più riuscita a fermarmi. No, ti avviso subito che purtroppo per adulti non ne fanno, ma sappi che ho inserito per ogni foto caratteristiche principali, prezzi e link da dove acquistare!

Graphikids – Maison du Monde

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 145 x Larghezza 140 x Profondità 75 cm

Materiali: Tela rimovibile 51% poliestere, 38% cotone e 11% viscosa, motivi stampati. Stecche in legno

Prezzo: € 89,99

Tenda Curry – Ferm Living

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 100 x Larghezza 100 cm

Materiali: 100% cotone. Struttura in legno

Prezzo: € 122,35

CIRKUSTÄLT – Ikea

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 120 x Diametro 100 cm

Materiali: 100% poliestere

Prezzo: € 14,99

Tenda Chevron – Tiny Land

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 150 x Diametro 120 cm

Materiali: Tela rimovibile 100% cotone, motivi stampati. Stecche in legno di pino

Prezzo: € 69,99

Tepee indiano bianco – Small Boy

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 150 x Larghezza 120 x Profondità 120 cm

Materiali: Tela rimovibile 100% cotone. Stecche in legno

Prezzo: € 44,44

Tepee indiano – Tiny Land

Trend alert: tende da interni per bambini

Dimensioni: Altezza 150 x Diametro 120 cm

Materiali: Tela rimovibile 100% cotone, motivi stampati. Stecche in legno di pino

Prezzo: € 79,99

Trovo queste tende da interni per bambini davvero fantastiche: se non utilizzate si possono ripiegare e mettere via, sono lavabili e altamente personalizzabili con coperte, tappeti e cuscini. Sono adatte per bambini dai 2 agli 8 anni, senza differenze di genere.

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Home Tour | Una casa in stile glam http://www.architempore.com/casa-in-stile-glam/ http://www.architempore.com/casa-in-stile-glam/#respond Wed, 25 Jul 2018 05:00:41 +0000 http://www.architempore.com/?p=4433 Uno dei trend 2018 (e anche 2019) è sicuramente il lusso. Case eleganti, tessuti sfarzosi e materiali preziosi: finti o veri che siano, la direzione del settore è molto chiara. Arredare una casa in stile glam può essere difficile, perchè spesso “il troppo stroppia”, come si dice. Ecco Barton Creek Residence, un’ispirazione che incarna il perfetto equilibrio tra lusso ed eleganza! Il progetto Lo studio americano Etch Design Group ha progettato spazi eleganti ed unici nel loro genere, caratteristica tipica del concetto “lusso”. Questo grazie anche ai mobili di Brabbu, un’azienda portoghese di arredi di lusso che ho avuto il

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Uno dei trend 2018 (e anche 2019) è sicuramente il lusso. Case eleganti, tessuti sfarzosi e materiali preziosi: finti o veri che siano, la direzione del settore è molto chiara. Arredare una casa in stile glam può essere difficile, perchè spesso “il troppo stroppia”, come si dice. Ecco Barton Creek Residence, un’ispirazione che incarna il perfetto equilibrio tra lusso ed eleganza!Home Tour | Una casa in stile glam

Il progetto

Lo studio americano Etch Design Group ha progettato spazi eleganti ed unici nel loro genere, caratteristica tipica del concetto “lusso”. Questo grazie anche ai mobili di Brabbu, un’azienda portoghese di arredi di lusso che ho avuto il piacere di conoscere al Salone del Mobile a Milano. La loro peculiarità è avere uno stile davvero unico e personalizzato al massimo, che possa durare nel tempo e dare soddisfazione a chi vive gli spazi.

La zona studio

Questa casa si trova in Texas, ad Austin ed è abitata da una famiglia di 5 persone, di cui 3 bambini. L’ispirazione principale è arrivata dall’Hotel Santa Cecilia, sempre ad Austin, caratterizzato da uno stile glam con tocchi super contemporanei. Questo look lussuoso ed elegante è stato realizzato lentamente, scegliendo uno per uno tutti gli arredi. Tra questi spiccano le poltroncine color carta da zucchero Begonia di Brabbu e il tappeto animalier, che evoca la passione per la caccia dei proprietari.

Home Tour | Una casa in stile glam

Eleganza e lusso si incarnano nei dettagli dorati di lampade e tavolini. Fa la differenza anche il pavimento in legno e la carta da parati optical: due finiture che impreziosiscono l’ambiente. Il mobile blu che contorna la finestra è su misura e le maniglie riprendono il colore dorato della palette dei colori. L’insieme, seppure pregno di colori scuri, è caldo e luminoso, perfetto per un piccolo studio/ufficio.

Home Tour | Una casa in stile glam

La zona notte

La camera da letto principale è ispirata allo stile glam della Hollywood anni ’20. Anche qui la palette dei colori è sui toni del blu, con accenni di grigio e tanti dettagli dorati. Il tappeto in Alpaca a pelo lungo sembra il sogno che tutti vogliono trovare quando si svegliano al mattino e si abbina perfettamente alle colonne crema e oro del letto. Il tessuto dello scendiletto e dei cuscini ha una texture sui toni del blu e del grigio, per meglio fondersi con le tende blu e la poltroncina Maya di Brabbu (foto in alto), in velluto grigio.

Home Tour | Una casa in stile glam

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Se vuoi una casa così, scrivimi a info@architempore.com
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Apparecchiare una tavola in stile scandi http://www.architempore.com/apparecchiare-tavola-in-stile-scandi/ http://www.architempore.com/apparecchiare-tavola-in-stile-scandi/#respond Wed, 18 Jul 2018 05:00:17 +0000 http://www.architempore.com/?p=4424 Recentemente ho terminato di arredare una casa a Milano, in stile nordico. Nel fotografarla ho deciso di apparecchiare la tavola da pranzo in stile scandi e date le numerose richieste su Instagram, te la mostro in esclusiva! La casa è stata completamente arredata ispirandosi allo stile nordico, in particolare agli interni delle case norvegesi. La tavola in stile scandi riprende tutti i dettagli della tradizione, in chiave contemporanea! Il tavolo e le sedie Il tavolo che ho scelto per loro è Nam-Nam di Radis, con piano bianco e struttura in multistrato. La sua particolarità è che è allungabile, richiesta imprescinibile

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Recentemente ho terminato di arredare una casa a Milano, in stile nordico. Nel fotografarla ho deciso di apparecchiare la tavola da pranzo in stile scandi e date le numerose richieste su Instagram, te la mostro in esclusiva!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

La casa è stata completamente arredata ispirandosi allo stile nordico, in particolare agli interni delle case norvegesi. La tavola in stile scandi riprende tutti i dettagli della tradizione, in chiave contemporanea!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Il tavolo e le sedie

Il tavolo che ho scelto per loro è Nam-Nam di Radis, con piano bianco e struttura in multistrato. La sua particolarità è che è allungabile, richiesta imprescinibile dei clienti che amano avere amici a cena. Ho deciso di non mettere una tovaglia, come si usa nei table-setting in stile scandi per cene informali.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Al tavolo bianco e naturale ho deciso di abbinare delle sedute total white e, tra le varie proposte, sono state scelte queste sedie che si ispirano alle Connubia di Calligaris.  Apparecchiare una tavola in stile scandi

Il table setting

Le regole per una perfetta tavola scandi sono molto semplici: oltre a eliminare la tovaglia (se non ti piace l’idea puoi optare per tovagliette in lino o materiali naturali), utilizza linee semplici e arrotondate, bicchieri da acqua a stelo che diano un tocco di leggerezza e non esitare ad adoperare piatti e posate scuri.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

La chiave infatti è tutta basata sul contrasto: in una casa dall’atmosfera scandinava, con molto bianco, è perfetto utilizzare piatti e posate scure che catturano lo sguardo e escono dalle proposte più classiche cui siamo abituati.Apparecchiare una tavola in stile scandiUn altro dettaglio da non trascurare sono i centrotavola. E parlo al plurale perchè è meglio usare più decorazioni di piccola dimensione, molto più in linea con lo stile nordico. In questo caso ho usato dei vasetti in vetro e ceramica vintage, direttamente da Oslo. Oltre ai fiori non possono mancare le candele, simbolo dello spirito Hygge per eccellenza.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Et voilà, la tua tavola in stile scandi è pronta!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Interior design e styling: Violetta Breda

Casa Koselig è l’abitazione di Iara Heide

Ringrazio il gruppo Sambonet per aver partecipato alla tavola in stile scandi con i propri servizi per la tavola. Piatti collezione Suomi Ardesia di Rosenthal | Posate collezione Linear PVD Black di Sambonet | Calici acqua collezione DiVino Glatt di Sambonet

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