Architempore http://www.architempore.com Architettura, design, viaggi e lifestyle Wed, 18 Jul 2018 05:00:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.7 Apparecchiare una tavola in stile scandi http://www.architempore.com/apparecchiare-tavola-in-stile-scandi/ http://www.architempore.com/apparecchiare-tavola-in-stile-scandi/#respond Wed, 18 Jul 2018 05:00:17 +0000 http://www.architempore.com/?p=4424 Recentemente ho terminato di arredare una casa a Milano, in stile nordico. Nel fotografarla ho deciso di apparecchiare la tavola da pranzo in stile scandi e date le numerose richieste su Instagram, te la mostro in esclusiva! La casa è stata completamente arredata ispirandosi allo stile nordico, in particolare agli interni delle case norvegesi. La tavola in stile scandi riprende tutti i dettagli della tradizione, in chiave contemporanea! Il tavolo e le sedie Il tavolo che ho scelto per loro è Nam-Nam di Radis, con piano bianco e struttura in multistrato. La sua particolarità è che è allungabile, richiesta imprescinibile

L'articolo Apparecchiare una tavola in stile scandi proviene da Architempore.

]]>
Recentemente ho terminato di arredare una casa a Milano, in stile nordico. Nel fotografarla ho deciso di apparecchiare la tavola da pranzo in stile scandi e date le numerose richieste su Instagram, te la mostro in esclusiva!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

La casa è stata completamente arredata ispirandosi allo stile nordico, in particolare agli interni delle case norvegesi. La tavola in stile scandi riprende tutti i dettagli della tradizione, in chiave contemporanea!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Il tavolo e le sedie

Il tavolo che ho scelto per loro è Nam-Nam di Radis, con piano bianco e struttura in multistrato. La sua particolarità è che è allungabile, richiesta imprescinibile dei clienti che amano avere amici a cena. Ho deciso di non mettere una tovaglia, come si usa nei table-setting in stile scandi per cene informali.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Al tavolo bianco e naturale ho deciso di abbinare delle sedute total white e, tra le varie proposte, sono state scelte queste sedie che si ispirano alle Connubia di Calligaris.  Apparecchiare una tavola in stile scandi

Il table setting

Le regole per una perfetta tavola scandi sono molto semplici: oltre a eliminare la tovaglia (se non ti piace l’idea puoi optare per tovagliette in lino o materiali naturali), utilizza linee semplici e arrotondate, bicchieri da acqua a stelo che diano un tocco di leggerezza e non esitare ad adoperare piatti e posate scuri.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

La chiave infatti è tutta basata sul contrasto: in una casa dall’atmosfera scandinava, con molto bianco, è perfetto utilizzare piatti e posate scure che catturano lo sguardo e escono dalle proposte più classiche cui siamo abituati.Apparecchiare una tavola in stile scandiUn altro dettaglio da non trascurare sono i centrotavola. E parlo al plurale perchè è meglio usare più decorazioni di piccola dimensione, molto più in linea con lo stile nordico. In questo caso ho usato dei vasetti in vetro e ceramica vintage, direttamente da Oslo. Oltre ai fiori non possono mancare le candele, simbolo dello spirito Hygge per eccellenza.

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Et voilà, la tua tavola in stile scandi è pronta!

Apparecchiare una tavola in stile scandi

Interior design e styling: Violetta Breda

Casa Koselig è l’abitazione di Iara Heide

Ringrazio il gruppo Sambonet per aver partecipato alla tavola in stile scandi con i propri servizi per la tavola. Piatti collezione Suomi Ardesia di Rosenthal | Posate collezione Linear PVD Black di Sambonet | Calici acqua collezione DiVino Glatt di Sambonet

Ti piace lo stile scandinavo? Ecco altri articoli per te!

Come arredare una casa in stile scandinavo

10 sedie bianche perfette per la cucina

Idee originali per utilizzare lo scaffale Kallax Ikea

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Apparecchiare una tavola in stile scandi proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/apparecchiare-tavola-in-stile-scandi/feed/ 0
#ChiediamoloA Matteo Brioni, l’architetto della terra cruda http://www.architempore.com/matteo-brioni-terra-cruda/ http://www.architempore.com/matteo-brioni-terra-cruda/#respond Wed, 11 Jul 2018 05:00:57 +0000 http://www.architempore.com/?p=4300 Pioveva fortissimo e l’aria sapeva di asfalto bagnato. Nulla di più adatto per parlare di terra cruda con una delle poche persone che la utilizza in Italia. Ho conosciuto così le collezioni dell’architetto Matteo Brioni, dalle diverse texture tattili e dalle nuance completamente naturali. Partiamo dal principio. Cos’è la terra cruda e perchè hai scelto di usarla? È il materiale da costruzione più antico del mondo. I primi reperti in terra cruda risalgono all’8000 a.C., quando l’uomo è uscito dalle caverne e ha iniziato a costruirsi dei ripari. Usare la terra per me è qualcosa di famiglia: noi viviamo fuori

L'articolo #ChiediamoloA Matteo Brioni, l’architetto della terra cruda proviene da Architempore.

]]>
Pioveva fortissimo e l’aria sapeva di asfalto bagnato. Nulla di più adatto per parlare di terra cruda con una delle poche persone che la utilizza in Italia. Ho conosciuto così le collezioni dell’architetto Matteo Brioni, dalle diverse texture tattili e dalle nuance completamente naturali.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Partiamo dal principio. Cos’è la terra cruda e perchè hai scelto di usarla?

È il materiale da costruzione più antico del mondo. I primi reperti in terra cruda risalgono all’8000 a.C., quando l’uomo è uscito dalle caverne e ha iniziato a costruirsi dei ripari. Usare la terra per me è qualcosa di famiglia: noi viviamo fuori dal Comune e dal centro abitato e ho passato l’infanzia in fornace [n.d.b. la Fornace Brioni]. Poi ci sono stati gli studi di architettura e i primi discorsi sulla sostenibilità. Mi sono documentato su questo argomento e mi è nata questa passione per la terra cruda.

Come avviene il processo di produzione della terra cruda?

A differenza di leganti minerali che fanno presa di tipo chimico, la terra cruda ha una presa con l’acqua di tipo meccanico. Quando si asciuga, le lamelle di argilla hanno una carica ionica positiva e si attaccano tra di loro. Si tratta sicuramente di un legame debole per cui la terra ritorna fango a contatto con l’acqua. La loro resistenza è sufficiente per stare su un muro.

#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Perciò noi siamo partiti dalla terra cruda, dove usiamo sabbia e argilla. Per ovviare al problema della reversibilità e per garantire la presenza della terra cruda con il suo appeal nel mondo del design, abbiamo creato prodotti ibridi.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Così è nata terra plus: il “plus” indica qualcosa in più, per esempio l’addizione di resine. Usiamo resine poliuretaniche ottenute da fonti vegetali, come semi di girasole o soia. Oppure aggiungiamo calce e grassello, che funziona da co-legante. Oppure aggiungiamo cemento TerraTon per avere un prodotto che potrebbe essere usato per esterni o come pavimento.

Quindi si tratta di argilla, con eventuali addizioni di altri materiali. E i diversi colori da dove arrivano?

Le nostre 14 terre vengono create con la raccolta di materiali da tutta Italia. Il rosso melograno è un argilla pugliese, che abbiamo scavato da una cava precisa: non utilizziamo mai pigmenti, solo argille pure. Per noi è importante fare molta ricerca e usare colori dati dalla natura. In questo modo saranno sempre in sintonia con i materiali della natura, come legno e metalli, e sono colori che fanno già parte della nostra memoria.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Da dove trovi l’ispirazione per arricchire le collezioni?

Grazie alla collaborazione con lo Studio Irvine riesco a trasformare quelli che sono semplici prodotti, in oggetti e finiture di design con una loro identità. Alla base di ogni prodotto c’è la nostra cultura e la nostra storia aziendale.#ChiediamoloA Matteo Brioni, l'architetto della terra cruda

Sono reduce da un viaggio in giappone dove tutte le architetture sono fatte in terra cruda. Loro le hanno usate anche negli esterni, perchè in realtà il problema non è l’acqua in sè, ma l’erosione a causa di un’azione meccanica. Le architetture giapponesi in terra cruda sono pensate in modo che l’acqua non scorra direttamente.

Ti è piaciuta questa intervista? Ecco altri articoli per te:

Che cos’è il design? 7 (super) designer a confronto

Pezzi di Venezia trasformati in oggetti di design in legno

#ChiediamoloA Paola Marella: consigli per aspiranti immobiliari

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo #ChiediamoloA Matteo Brioni, l’architetto della terra cruda proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/matteo-brioni-terra-cruda/feed/ 0
Fare spazio in casa: idee post decluttering http://www.architempore.com/mercatopoli-fare-spazio-in-casa/ http://www.architempore.com/mercatopoli-fare-spazio-in-casa/#respond Tue, 03 Jul 2018 04:00:55 +0000 http://www.architempore.com/?p=4317 La mia vita da architetta mi porta a riflettere molto sul concetto di abitare e, arredando case altrui per vivere, ho imparato che le case si costruiscono lentamente. Questo significa che va benissimo comprare i mobili principali al momento del trasloco nella nuova abitazione, ma fare spazio in casa è fondamentale. Meno è meglio nella maggior parte dei casi. I regali ricevuti per la casa che non ci piacciono, quegli oggetti che ci piacevano tanto in negozio ma che ora forse no: tutti loro possono trasformarsi in altri oggetti che ci piacciono di più. Fare spazio per stare meglio: e

L'articolo Fare spazio in casa: idee post decluttering proviene da Architempore.

]]>
La mia vita da architetta mi porta a riflettere molto sul concetto di abitare e, arredando case altrui per vivere, ho imparato che le case si costruiscono lentamente. Questo significa che va benissimo comprare i mobili principali al momento del trasloco nella nuova abitazione, ma fare spazio in casa è fondamentale. Meno è meglio nella maggior parte dei casi. I regali ricevuti per la casa che non ci piacciono, quegli oggetti che ci piacevano tanto in negozio ma che ora forse no: tutti loro possono trasformarsi in altri oggetti che ci piacciono di più.

Fare spazio per stare meglio: e adesso cosa faccio di queste cose? Do loro una seconda vita!

Garage sale e Swap party

Un’idea che è stata importata dall’America sono i “garage sale” e gli “swap party”. Il garage sale consiste nel vendere alcuni oggetti, mobili ed elettrodomestici a chi passa davanti alla propria abitazione. Generalmente sono iniziative promosse dal comitato di quartiere, in modo che la zona diventi una reale attrattiva. Gli swap party invece sono feste organizzate per scambiarsi vestiti e altri oggetti, come un baratto. Solitamente sono momenti privati organizzati tra amiche e amici, conoscenti o associazioni.Fare spazio in casa: idee post decluttering

Mercatini dell’usato

Un’alternativa a mio avviso molto valida è frequentare un mercatino dell’usato, soprattutto perchè in questo caso la rete di persone è molto più ampia ed accessibile in qualsiasi momento. Quando ho sistemato le mie cose per l’ennesimo trasloco, mi sono accorta che tante non mi appartenevano più veramente e così ho incontrato la realtà di Mercatopoli. Correva l’anno 2017 e ad oggi sono state tantissime le mie visite negli store dei dintorni di Milano, l’ultima nel punto vendita di Segrate.Fare spazio in casa: idee post decluttering

Si tratta di una catena di negozi, dislocati in tantissime città italiane, dove si possono portare oggetti, mobili ed abiti che non ci interessano più. La filosofia giapponese suggerisce anche di ringraziare gli oggetti quando ci separiamo da loro, ma anche se io non l’ho mai fatto bisogna ammettere che è bello pensare che chi li compra, li apprezza veramente. Per esempio, qui lo dico e qui lo nego, io ci ho portato molti regali di Natale!Fare spazio in casa: idee post decluttering

Mi piace molto Mercatopoli perchè, a differenza di altri luoghi, ci sono addetti alla vendita che fanno consulenza e stabiliscono un prezzo di mercato. L’oggetto viene valutato, prezzato e messo in vendita. Se viene venduto si matura un ricavo pari al 50% del prezzo di vendita, se non viene acquistato entro 60 giorni, viene donato in beneficienza. Tutto questo si monitora attraverso il loro portale, senza dover necessariamente tornare al punto vendita.

E se te lo stai chiedendo, la risposta è sì: la tentazione di comprare qualcosa ad ogni visita è forte. Perchè trovo sempre oggetti particolari, non convenzionali e che incontrano il mio gusto.

Hai ancora 5 minuti? Ecco altri articoli interessanti:

#ChiediamoloA Valter Breda: come ristrutturare casa

Come traslocare senza stress: vado a vivere da sola!

Comfort ambientale e benessere abitativo

Ringrazio Mercatopoli per il supporto nella realizzazione di questo articolo.

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Fare spazio in casa: idee post decluttering proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/mercatopoli-fare-spazio-in-casa/feed/ 0
5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno http://www.architempore.com/scegliere-vasca-da-bagno/ http://www.architempore.com/scegliere-vasca-da-bagno/#comments Thu, 28 Jun 2018 10:24:29 +0000 http://www.architempore.com/?p=4346 Il mondo si divide in due: vasca da bagno o doccia. Io appartengo senza dubbi alla prima categoria, benchè come architetta abbia spesso progettato bagni con la sola doccia su richiesta dei miei clienti. Tuttavia la scelta di eliminare la vasca da bagno riesce sempre a sorprendermi! 5 motivi (semiseri) + 1 per scegliere la vasca da bagno al posto della doccia 1 – in vasca sei sdraiato Non so te, ma io mi lavo spesso a fine giornata. E se c’è una cosa che non sopporto è rilassarmi… In piedi! Stare sdraiati favorisce il rilassamento muscolare, anche del cervello!

L'articolo 5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno proviene da Architempore.

]]>
Il mondo si divide in due: vasca da bagno o doccia. Io appartengo senza dubbi alla prima categoria, benchè come architetta abbia spesso progettato bagni con la sola doccia su richiesta dei miei clienti. Tuttavia la scelta di eliminare la vasca da bagno riesce sempre a sorprendermi!

5 motivi (semiseri) + 1 per scegliere la vasca da bagno al posto della doccia

1 – in vasca sei sdraiato

Non so te, ma io mi lavo spesso a fine giornata. E se c’è una cosa che non sopporto è rilassarmi… In piedi! Stare sdraiati favorisce il rilassamento muscolare, anche del cervello!

5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno

La Oxygen Pool di Grandform produce anche bolle di ossigeno per purificare la pelle. La amo.

2- in vasca esiste l’idromassaggio

Sì, è vero esistono docce che fanno cromoterapia, aromaterapia, hammam e sauna. Però ammettiamolo: chi mai ama starsene seduto su uno sgabellino, quando potresti avere una vasca piena d’acqua che fa le bolle? Il bagno è un ottimo momento per rilassarsi.

3- la vasca ti permette di usare quelle bombe da bagno

Chi l’ha detto che giocano solo i bambini? Le bombe da bagno per me sono una droga, e so di non essere l’unica. Rosa, azzurro, d’oro e argento: ogni bomba da bagno è unica nel suo genere. Fanno le bolle, fanno la schiuma, rilasciano olii essenziali e lasciano la pelle rigenerata.

5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno

Ultimamente va anche molto di moda fare il bagno con fiori e agrumi, per profumare la pelle.

4- la vasca è comodissima per tutte le età ed eventuali disabilità

Lavare i bambini piccoli in vasca da bagno è molto più comodo che chini su un catino appoggiato sul piatto doccia. Inoltre favorisce il contatto diretto con i neonati, in modo da fare il bagno insieme.

5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno

Anche alle paperette rosa piace la vasca da bagno!

Tuttavia la vasca da bagno è comoda anche per lavare persone adulte o in casi di disabilità, anche temporanea. Senza portare sfiga a nessuno, porto la mia personale esperienza: ho subito alcuni interventi nella mia vita e sarebbe stato impossibile lavarmi senza bagnare la zona interessata, in una doccia!

5- la vasca è più sostenibile

Se non ti lavi in 5 minuti di orologio, la vasca da bagno batte 1-0 la doccia. Garantisce infatti di risparmiare acqua e anche soldi. In questo momento storico in cui le risorse idriche del pianeta vanno consumate con più attenzione, la vasca può essere un piccolo modo per contribuire.

5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno

Mina srl propone la serie Synth: rubinetteria freestanding da abbinare alla vasca da bagno.

6- la vasca ti permette di prenderti tempo per te

Chiudi la porta, immergiti nell’acqua calda e spegni ogni contatto col mondo esterno. Sempre più spesso è difficile staccare davvero: ma in bagno, chi ti disturba? E se pensi che si possa fare anche con la doccia, ti invito a rileggere il punto 5.

E tu a che categoria appartieni?

Lasciami un commento!

 vasca da bagno o doccia? Ecco altri spunti:

Home tour | Un bagno rustico e moderno

Arredare un bagno piccolo e senza finestre

Jungle bath: guida alle piante in bagno

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo 5+1 motivi per scegliere la vasca da bagno proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/scegliere-vasca-da-bagno/feed/ 2
10 sedie bianche perfette per la cucina http://www.architempore.com/sedie-bianche-cucina/ http://www.architempore.com/sedie-bianche-cucina/#respond Thu, 21 Jun 2018 20:01:02 +0000 http://www.architempore.com/?p=4150 La scelta delle sedie è un momento sempre molto delicato. Devono essere belle e intonate con l’ambiente, adeguate con l’altezza del tavolo che si utilizza e, soprattutto, comode. Poichè ultimamente mi sto dedicando alla selezione di sedie bianche per alcuni clienti (molto esigenti!) ho pensato di condividere qui le mie preferite. 10 sedie bianche, di stile e materiali diversi, a seconda dello stile della tua cucina (e del tuo budget)! Plastic chair DSW | Vitra Le Plastic Chair sono firmate Vitra, un’azienda che amo moltissimo e che ho avuto il piacere di visitare. La linea “plastic chairs” è stata progettata

L'articolo 10 sedie bianche perfette per la cucina proviene da Architempore.

]]>
La scelta delle sedie è un momento sempre molto delicato. Devono essere belle e intonate con l’ambiente, adeguate con l’altezza del tavolo che si utilizza e, soprattutto, comode. Poichè ultimamente mi sto dedicando alla selezione di sedie bianche per alcuni clienti (molto esigenti!) ho pensato di condividere qui le mie preferite.

10 sedie bianche, di stile e materiali diversi, a seconda dello stile della tua cucina (e del tuo budget)!

Plastic chair DSW | Vitra

10 sedie bianche perfette per la cucina

Le Plastic Chair sono firmate Vitra, un’azienda che amo moltissimo e che ho avuto il piacere di visitare. La linea “plastic chairs” è stata progettata dal duo di designer Charles e Ray Eames negli anni ’50 del 1900. Gli Eames volevano realizzare una sedia che fosse economica, pratica e di larga diffusione, e furono tra i primi ad introdurre la plastica tra i materiali per arredamento. E come direbbe Mary Poppins: “praticamente perfetta sotto a ogni aspetto”.

Scopri le architetture del Vitra Campus da non perdere!

Form | Normann Copenhagen

10 sedie bianche perfette per la cucina

Normann Copenhagen è un altro nome celeberrimo: si tratta di un’azienda danese che produce arredi dal design minmale e moderno, prevalentemente in legno e plastica. Tra queste Form è una sedia (comoda) perfetta per la cucina, la cui seduta in plastica e telaio in legno sono integrati tra loro tramite un sistema studiato su misura.

Scopri come arredare una casa in stile scandinavo!

Academy W | Calligaris

10 sedie bianche perfette per la cucina

Una seduta più economica delle precedenti, ma non per questo meno bella. Sempre con struttura in legno e scocca in polipropilene, esteticamente ha uno stile essenziale. Perfetta per una cucina importante, dove la sedia non è l’elemento caratterizzante.

Masters | Kartell

10 sedie bianche perfette per la cucina

Philippe Starck ha reinterpretato 3 celebri sedie di Kartell e le ha fuse in questa. Masters nasce infatti da “Serie 7” di Arne Jacobsen, “Tulip Armchair” di Eero Saarinen e “Eiffel Chair” di Charles Eames. Ha vinto numerosi premi tra cui il Good Design Award nel 2010 e il Red Dot Design Award 2013.

Volt | Pedrali

10 sedie bianche perfette per la cucina

Questi in foto sono gli sgabelli, ideali per una penisola alta, ma esistono anche le sedie per tavoli più bassi. Si tratta di una seduta semplice, leggera e solida: realizzata in polipropilene rinforzato con fibre di vetro. Perfetta per chi vuole arredare un ambiente con mobili semplici ed eleganti.

Viento | Bonaldo

10 sedie bianche perfette per la cucina

La prima volta che ho visto questa sedia era esposta in bella mostra al Salone del Mobile ed è stato amore a prima vista! Comoda, leggera e diversa rispetto alle proposte classiche in polipropilene, grazie allo schienale intagliato. E’ disponibile in tantissimi colori e, in realtà, la sua bellezza sta nel poter usare tanti colori diversi in un’unica cucina.

Compas | Kristalia

10 sedie bianche perfette per la cucina

Una sedia d’elite (sì anche il prezzo). Kristalia è un’azienda friulana che realizza sedute con cura artigianle e questa sedia ne è l’esempio perfetto. Si tratta di una sedia in PA6, impilabile, leggera e perfetta. La forma leggermente arrotondata fa risaltare la sua semplicità e la rende perfetta in un contesto minimale e moderno.

A Chair | Tolix

10 sedie bianche perfette per la cucina

La A Chair è una sedia classica del 1927, ormai parte di numerose collezioni museali. Realizzata in Francia è un’icona dello stile francese, perfetta per ambienti caratterizzati da uno stile industrial, shabby chic (se proprio insistete) o classico.

18 | Ton

10 sedie bianche perfette per la cucina

Dal 1876 questa sedia allieta i nostri spazi domestici. Amo questo modello prodotto da Thonet, che per me è l’archetipo delle sedie. Si tratta di una seduta in legno di faggio, curvato a mano e dipinto in svariati colori. Inutile dirlo, il bianco per me è la tonalità migliore.

J77 | Hay

10 sedie bianche perfette per la cucina

Il marchio danese Hay è famoso per proporre articoli di design di alta qualità ad un prezzo contenuto. Non esaltarti eccessivamente, ho detto “contenuto”. Io amo molto Hay e devo ammettere che questa sedia la propongo piuttosto spesso nei miei progetti. Si tratta di un modello classico danese, con linee molto semplici e schienale leggermente curvato.

Scopri tutto su Hay e la sua fondatrice!
Cerchi altre ispirazioni per la tua cucina? Ecco altri articoli:

Milano Design Week 2018: Eurocucina

Illuminare la cucina con strisce led e faretti

Guarda i miei progetti!

Portfolio | Cucine che non sembrano cucine

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo 10 sedie bianche perfette per la cucina proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/sedie-bianche-cucina/feed/ 0
Le 10 architetture di Milano più instagrammabili http://www.architempore.com/architetture-di-milano-instagram/ http://www.architempore.com/architetture-di-milano-instagram/#respond Tue, 12 Jun 2018 05:00:11 +0000 http://www.architempore.com/?p=3720 Il social di cui tutti parlano ultimamente è Instagram, che ha scatenato una vera e propria “caccia” ai locali e alle location più alla moda. Per me Instagram è un must have ed è anche diventato nel tempo un bellissimo modo di conoscere nuove persone e nuovi posti da visitare. Ho selezionato le architetture di Milano più belle, che possano figurare in un profilo instagram da sogno! 1- Duomo di Milano Non posso che iniziare con l’architettura simbolo di Milano, il Duomo. Forse una scelta un po’ scontata, ma amo perdermi ad osservare le infinite decorazioni delle facciate e delle

L'articolo Le 10 architetture di Milano più instagrammabili proviene da Architempore.

]]>
Il social di cui tutti parlano ultimamente è Instagram, che ha scatenato una vera e propria “caccia” ai locali e alle location più alla moda. Per me Instagram è un must have ed è anche diventato nel tempo un bellissimo modo di conoscere nuove persone e nuovi posti da visitare. Ho selezionato le architetture di Milano più belle, che possano figurare in un profilo instagram da sogno!

1- Duomo di Milano

Non posso che iniziare con l’architettura simbolo di Milano, il Duomo. Forse una scelta un po’ scontata, ma amo perdermi ad osservare le infinite decorazioni delle facciate e delle guglie. E poi il Duomo è Milano.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

2. Galleria Vittorio Emanuele

Sempre in centro c’è lei: la Galleria, anch’essa famosissima. Scelta classica numero 2, dopo il Duomo e super fotografata da chiunque passi in città. Ha un fascino ottocentesco ed è piena di negozi glamour: impossibile resistere, persino per me che la vedo da quasi trent’anni.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

3. Chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino

Questa chiesa non è molto conosciuta, ma è veramente spettacolare. Progettata dal precursore delle archistar, Giò Ponti, nel 1961. Si trova in Via Giovio, in zona Conciliazione. Trovo che la facciata esterna, con le sue aperture a punta di diamante sia un unicum nel panorama delle architetture religiose d’Italia.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

4. Giardino delle Culture

Anche questo posto è davvero famoso: si tratta di una zona abbandonata a se stessa fino a pochissimi anni fa e riqualificata. In questo piccolo spazio pubblico di quartiere il progetto ruota intorno ai murales. Sono opera di Millo, un artista italiano di fama mondiale. Una curiosità: le panchine vengono dal dismesso padiglione Germania di Expo 2015.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Leggi l’intervista a Millo!

5. Piazza Gae Aulenti e dintorni

Questa zona di Milano è tra le mie preferite ed è ricca di grattacieli. Qui si è letteralmente catapultati in una città ipermoderna, dove si è costretti a inquadrare in verticale e tenere il naso all’insù.

Un post condiviso da Gianluca Ardiani (@gian.ard) in data:

Non bisogna fermarsi ad ammirare solo la Piazza in sè, ma bisogna esplorare i dintorni fino al Samsung District, passando per Piazza Alvar Aalto (qui sotto).

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

6. Bosco Verticale e biblioteca degli alberi

Di fronte a Piazza Gae Aulenti c’è il Bosco Verticale, nel quartiere Isola. Lì attorno anche la sede di Google, la Fondazione Memoriale della Shoa di Milano e la (futura) biblioteca degli alberi.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

La Biblioteca degli alberi è un grande parco a Milano che collega Bosco Verticale con Piazza Gae Aulenti. Per ora non è ancora del tutto aperto, ma è usufruibile solo una piccola parte, con un edificio per laboratori e co-working super instagrammabile.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

7. Fondazione Feltrinelli/Casa Microsoft

Tra le ultime architetture di Milano in ordine di arrivo. Opera del duo Herzog & De Meuron è sede sia della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, sia di Microsoft, grazie ad un taglio che divide in due parti l’edificio. L’ispirazione è l’archetipo della casa, con un tetto a capanna che si può ammirare nella biblioteca all’ultimo piano della Fondazione Feltrinelli.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

8. CityLife Milano

Ecco il mio posto del cuore in città. Se mi segui già su instagram lo saprai già, dato l’elevatissimo numero di fotografie della zona. Le residenze Hadid, le residenze Libeskind e le (per ora) due torri hanno conquistato un posto speciale nel mio cuore.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Sbircia dentro la casa di Chiara Ferragni e Fedez nelle Residenze Hadid!

9. Università Bocconi

In questo caso parlo specificatamente del nuovo edificio dell’Università Bocconi. Realizzato nel 2008 su progetto delle Grafton Architects, è un edificio spettacolare che non può mancare nell’elenco delle architetture di Milano.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Scopri il progetto nell’articolo dedicato allo studio Grafton Architects!

10. Fondazione Prada

Bella, bellissima e sa di esserlo. Fondazione Prada è un progetto dello studio OMA di New York ed in realtà si tratta di un progetto di riqualificazione gigantesco, che interessa più isolati. Per ora le parti terminate sono due: una costituita da una torre dorata (altissimo tasso di instagrammabilità) e una seconda costituita da un’alta torre bianca, da cui ammirare Milano.

Un post condiviso da Violetta Breda (@architempore) in data:

Seguimi su instagram: quando clicchi “segui” lasciamo un segno per capire che arrivi da qui!

Oltre alle architetture di Milano, ecco altre cose instagrammabili:

10 bar a Milano per instagram addict!

I grattacieli a Milano: storia della Milano alta

Albergo Diurno Venezia: i bagni pubblici nel sottosuolo di Milano

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Le 10 architetture di Milano più instagrammabili proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/architetture-di-milano-instagram/feed/ 0
5 idee per giardini da sogno http://www.architempore.com/5-idee-per-giardini-da-sogno/ http://www.architempore.com/5-idee-per-giardini-da-sogno/#respond Wed, 06 Jun 2018 07:17:05 +0000 http://www.architempore.com/?p=4263 Il giardino è quella parte della casa che un po’ si odia e un po’ si ama. Tutti sogniamo pranzi meravigliosi sotto la brezzolina, fiori da cogliere con cui decorare la tavola, cani felici che corrono sull’erba verde. La realtà è un po’ meno glamour, ma a seconda di quello che ti piace ho raccolto alcune idee per giardini (realistici) da sogno. Se non hai il pollice verde È meglio stare sul semplice: un prato di erba verde, una siepe (di lauroceraso, oleandro, cipresso o pitosforo tra le più comuni e resistenti) e un angolo arredato per l’estate. Per bagnare

L'articolo 5 idee per giardini da sogno proviene da Architempore.

]]>
Il giardino è quella parte della casa che un po’ si odia e un po’ si ama. Tutti sogniamo pranzi meravigliosi sotto la brezzolina, fiori da cogliere con cui decorare la tavola, cani felici che corrono sull’erba verde. La realtà è un po’ meno glamour, ma a seconda di quello che ti piace ho raccolto alcune idee per giardini (realistici) da sogno.

Se non hai il pollice verde

È meglio stare sul semplice: un prato di erba verde, una siepe (di lauroceraso, oleandro, cipresso o pitosforo tra le più comuni e resistenti) e un angolo arredato per l’estate. Per bagnare tutto è consigliabile installare un impianto di irrigazione giardino e ricordarsi di tagliare l’erba e la siepe ogni tanto.

5 idee per giardini da sogno

Il minimo indispensabile.

Indovina un po’? Questo è esattamente il mio giardino (viva la sincerità)!

Se ti piace coltivare

Trasforma il giardino in un orto! Vuoi mettere la soddisfazione di vedere spuntare carotine e pomodori direttamente nel tuo giardino? A seconda dello spazio puoi puntare a verdure diverse. Dedica un’area alle erbe aromatiche in vaso (da ritirare in casa durante l’inverno) e un’altra al compostaggio, in modo da avere anche il concime a km0.

5 idee per giardini da sogno

Alcune piante aromatiche possono essere piantate a terra, come rosmarino o salvia. Basilico e timo invece, è meglio in vaso.

Se vuoi fiori tutto l’anno

Ti consiglio assolutamente di affidarti a professionisti e ditte di giardinaggio, in grado di studiare quali piante è opportuno piantare e in che zona del giardino. In questo modo avrai un angolo sempre fiorito! L’ideale è alternare piante perenni ad altre stagionali, senza dimenticare, se c’è lo spazio, una piccola area coperta. Cosa c’è di più bello che una piccola serra in vetro nei giardini da sogno?

5 idee per giardini da sogno

Non solo fiori, ma anche piante con foglie molto decorative: per esempio l’eucalipto.

5 idee per giardini da sogno

Un piccolo spazio da sogno.

Se ami mangiare sempre fuori

Progetta un’area pavimentata e anche, almeno parzialmente, coperta. Se non hai problemi a modificare la facciata della casa, puoi installare una pergola bioclimatica. Se invece preferisci qualcosa di meno fisso ci sono tantissime tende da sole e vele, altamente ombreggianti. Realizza poi un percorso pavimentato, magari in grès per esterni, che sia percorribile tutto l’anno.

5 idee per giardini da sogno

Casalgrande Padana propone la collezione Extragrès 2.0, qui in beige.

L’ultimo step poi è arredare il tuo spazio: a seconda degli usi puoi inserire un tavolino con sedie, dondoli, tavoli più ampi e divanetti.

5 idee per giardini da sogno

La vela Kheope di Ke Outdoor Design è perfetta tra le idee di giardini da sogno.

Approfondisci l’argomento su strutture modulari e tende da sole.

Se hai animali

Che sia un cane, un coniglio o un porcellino d’India, non importa: dedica loro un’intera area del giardino. Sapere che esiste uno spazio in cui possono stare è d’aiuto per gestire i bisogni ed eventuali disastri! Se hai un gatto invece rinuncia in partenza a dare delle regole.

5 idee per giardini da sogno

I conigli in particolare amano scavare: meglio mettere tutto in sicurezza prima di ritrovarli nel giardino dei vicini!

Alcune accortezze fondamentali sono quelle di recintare il giardino con una rete, dei mattoncini o dei simpatici paletti di legno. Queste barriere possono anche essere ripetute attorno alle aiuole per evitare incursioni. Nella loro area invece scava il terreno di almeno un metro e foderalo con assi di legno, per poi ricoprirle: questo impedirà loro di scavare delle buche troppo profonde e trovare una via di fuga.

Piacciono queste idee per giardini da sogno? Eccone altre!

Giardini romantici: lights and plants

Milano Design Week 2018: proposte di arredo outdoor

Apparecchiare una tavola estiva in stile boho-chic

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

Ringrazio Giardinieri24 per il supporto nella realizzazione di questo articolo.

L'articolo 5 idee per giardini da sogno proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/5-idee-per-giardini-da-sogno/feed/ 0
Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost http://www.architempore.com/rinnovare-il-pavimento-low-cost/ http://www.architempore.com/rinnovare-il-pavimento-low-cost/#respond Thu, 31 May 2018 05:00:30 +0000 http://www.architempore.com/?p=3634 Quante volte ho sentito questo grido disperato: il mio pavimento fa schifo, cosa posso fare? Spendere poco e ottenere un bel risultato non è facilissimo. Per questo consiglio sempre di rivolgerti ad un professionista come me, per una consulenza o un progetto su misura, in modo da non sprecare energie e soldi. Oggi provo a raccogliere qualche idea per rinnovare il pavimento low cost! Scopriamo tutti i modi per rinnovare il pavimento low cost senza rimuovere le vecchie piastrelle! Vernice Una delle soluzioni più comode e rapide è l’utilizzo di vernici speciali, che vengono passate sopra la piastrella facendo scomparire

L'articolo Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost proviene da Architempore.

]]>
Quante volte ho sentito questo grido disperato: il mio pavimento fa schifo, cosa posso fare? Spendere poco e ottenere un bel risultato non è facilissimo. Per questo consiglio sempre di rivolgerti ad un professionista come me, per una consulenza o un progetto su misura, in modo da non sprecare energie e soldi. Oggi provo a raccogliere qualche idea per rinnovare il pavimento low cost!

Scopriamo tutti i modi per rinnovare il pavimento low cost senza rimuovere le vecchie piastrelle!

Vernice

Una delle soluzioni più comode e rapide è l’utilizzo di vernici speciali, che vengono passate sopra la piastrella facendo scomparire il colore e la texture originaria. Questo tipo di materiale è consigliato per ambienti non troppo frequentati come un salotto o una camera da letto, in quanto è una lavorazione delicata che necessita di manutenzione circa ogni 5-6 anni.Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost

Sconsiglio di effettuare la lavorazione con il fai-da-te, per un effetto ben riuscito è meglio affidarsi ad un applicatore esperto.

Pavimento vinilico

Per chi davvero non vuole fare investimenti a lungo termine (chi vive in affitto o chi sa che presto ristrutturerà tutta casa) il vinilico è una bellissima soluzione. Lo spessore è di circa 2,5 mm e si incolla molto facilmente su qualsiasi superficie, coprendo i bordi con dei profili.Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost

Mi piace molto perchè è altamente personalizzabile e permette di dare un look tutto nuovo ad un ambiente in tempi superveloci e senza rimuovere gli arredi fissi, come i sanitari nel bagno.

Resina

Ok, forse non è propriamente low cost, ma è un effetto bellissimo. Per chi vuole investire un pochino di più esiste la resina. Questa soluzione è perfetta per chi ha finito il budget durante la ristrutturazione di casa, ma vuole un risultato duraturo nel tempo. La resina è una superficie continua, perfetta sia come rivestimento che come pavimento.Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost

Il pavimento in resina è anche tra i pavimenti facili da pulire!

Piastrelle ultrasottili

Piastrelle ceramiche, in legno o laminato hanno spessori molto sottili e possono essere incollate direttamente sopra il pavimento esistente. In questo caso sicuramente ci sarà uno “scalino” di pochi mm di spessore nella giunzione con un’altra stanza e quindi con un altro pavimento: basta semplicemente utilizzare un profilo di copertura per evitare inciampi.Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost

Per i pavimenti ho una vera passione, e tu? Scopri gli altri articoli:

Quando mancano le piastrelle del pavimento

Le piastrelle in grès porcellanato sono il nuovo lusso?

Trend alert: 6 tendenze casa per pavimenti e rivestimenti

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Il mio pavimento fa schifo! Rinnovare il pavimento low cost proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/rinnovare-il-pavimento-low-cost/feed/ 0
Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo http://www.architempore.com/hafencity-amburgo/ http://www.architempore.com/hafencity-amburgo/#respond Tue, 29 May 2018 05:00:20 +0000 http://www.architempore.com/?p=3237 HafenCity è un quartiere all’avanguardia di Amburgo, la seconda città della Germania. Devo essere sincera, quando l’ho visitato la sensazione prevalente era quella di trovarsi in un render architettonico! Strade pulite, architettura contemporanea e sperimentale, erba di un verde brillante e cielo azzurro. HafenCity resta senza dubbio uno degli esperimenti urbanisitici più importanti in Europa. Il concept e la vista dall’alto Hafencity è un esperimento urbanistico, un importante precedente nella nostra storia contemporanea. Il suo intento principale era di ampliare la città, riqualificare zone inaccessibili e poco frequentate e spostare l’asse del centro città verso il fiume. Per fare tutto

L'articolo Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo proviene da Architempore.

]]>
HafenCity è un quartiere all’avanguardia di Amburgo, la seconda città della Germania. Devo essere sincera, quando l’ho visitato la sensazione prevalente era quella di trovarsi in un render architettonico! Strade pulite, architettura contemporanea e sperimentale, erba di un verde brillante e cielo azzurro.

HafenCity resta senza dubbio uno degli esperimenti urbanisitici più importanti in Europa.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

La passeggiata lungo il canale che si connette all’Elba.

Il concept e la vista dall’alto

Hafencity è un esperimento urbanistico, un importante precedente nella nostra storia contemporanea. Il suo intento principale era di ampliare la città, riqualificare zone inaccessibili e poco frequentate e spostare l’asse del centro città verso il fiume.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

L’ingresso principale al quartiere.

Per fare tutto questo l’impianto urbano, che dall’alto sembra un naturale prolungamento della città, si è espanso con il modulo del quartiere, implementato da passaggi ciclabili, pedonali e carrabili. Il risultato è un luogo a misura d’uomo, caratterizzato da alcuni edicifi simbolo come la Elbphilharmonie.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Il passaggio lungo un canale: sullo sfondo si intravede la Filarmonica!

I complessi urbanistici

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Sul canale principale di Hfencity, la maggior parte degli edifici sono in aggetto: si crea un passaggio coperto in modo quasi “naturale”.

Qui si trovano una serie di servizi ai cittadini che sono stati fondamentali nel processo di riqualificazione della zona: senza quelli le persone non hanno ragione di spostarsi dal loro sentiero abitudinario. In questo caso hanno scelto di realizzare luoghi di aggregazione pubblica, residenze e uffici.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Complesso di Oceans End. Architect: Böge-Lindner Architekten.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Dettagli avveniristici.

La Elbphilarmonie

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Una vista dall’acqua.

Si tratta della sala concerti simbolo della città di Amburgo e del quartiere di Hafencity. È di una delle più grandi sale del mondo, con un acustica di alto livello e tecnologicamente avanzata.

Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo

Un dettaglio della splendida parte vetrata.

Il concept progettuale, ad opera dello studio Herzog & De Meuron, è partito dal fiume Elba. La parte in vetro, infatti, assomiglia alle onde frastagliate della superficie dell’acqua ed è appoggiata su un vecchio magazzino. Include due sale da concerto, una da 2 000 posti e una da 550 circa, un hotel e 44 appartamenti.

Programmi una vacanza al Nord? Ecco altri articoli per te:

Cosa vedere ad Amburgo: guida per architetti (e non solo)

Berlino in un giorno: guida per architetti

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Archiviaggi | Alla scoperta di HafenCity ad Amburgo proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/hafencity-amburgo/feed/ 0
Che cos’è il design? 7 (super) designer a confronto http://www.architempore.com/cose-il-design-intervista/ http://www.architempore.com/cose-il-design-intervista/#comments Fri, 18 May 2018 15:20:02 +0000 http://www.architempore.com/?p=131 Quattro domande e sette designer. Tutti usciti da una laurea in architettura o product design e tutti di fama internazionale. Li ho incontrati durante la Milano Design Week 2018. Matteo Ragni, italiano, ha presentato un nuovo tavolo per Lightson con la collaborazione di Ceramiche Refin. Nika Zupanc, slovena, si è fatta intervistare sulla sua nuova sedia Love per Ghidini1961. Marc Sadler, francese naturalizzato milanese, l’ho incontrato davanti alla Cookstation per FPM. Cristina Celestino, italiana, ha svelato il tavolo Caryllon per GTV. Karim Rashid, canadese, ha voluto una foto con me (e non il contrario, giuro) al party per Vesta Design

L'articolo Che cos’è il design? 7 (super) designer a confronto proviene da Architempore.

]]>
Quattro domande e sette designer. Tutti usciti da una laurea in architettura o product design e tutti di fama internazionale. Li ho incontrati durante la Milano Design Week 2018. Matteo Ragni, italiano, ha presentato un nuovo tavolo per Lightson con la collaborazione di Ceramiche Refin. Nika Zupanc, slovena, si è fatta intervistare sulla sua nuova sedia Love per Ghidini1961. Marc Sadler, francese naturalizzato milanese, l’ho incontrato davanti alla Cookstation per FPM. Cristina Celestino, italiana, ha svelato il tavolo Caryllon per GTV. Karim Rashid, canadese, ha voluto una foto con me (e non il contrario, giuro) al party per Vesta Design dove presentava la sua collezione Solid. Paolo Pininfarina, italiano, mi ha spiegato orgoglioso ogni dettaglio della sua cucina Vision per Snaidero. Hella Jongerius, olandese, mi ha parlato di cos’è il design davanti alla sua nuova collenzione Diarama per Mutina Ceramiche.

Ognuno di loro ha risposto diversamente alle stesse domande: comparale e poi dimmi la tua nei commenti!

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Karim mentre mi dice che si ricorda che ci vediamo ogni anno da tre anni.

Karim Rashid

Che cos’è il design per te?

La parola “design” per me è prendere situazioni attuali, comportamenti sociali, tecnologie, materiali e metodi di produzione per realizzare qualcosa di adatto al momento in cui viviamo, ma che possa anche plasmare un mondo migliore.

Dove trovi le tue ispirazioni?

Dall’accumulo di lavoro dei precedenti 35 anni di lavoro.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Ho iniziato a progettare quando ero all’univeristà, ma la scintilla che mi ha portato lì mi è stata data da mio padre. Lui era un artista e quando ero piccolo mi mostrava molti programmi televisivi su arte e architettura. Ricordo anche che il tavolino in salotto era sempre pieno di libri e riviste di architettura e design. Era una questione inevitabile, praticamente non ho avuto scelta.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Il design deve creare un mondo migliore, è instrinseco. Il design non è solo fare oggetti di uso quotidiano, ma deve plasmare e formare il mondo che ci circonda.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Io e Karim Rashid con la foto di rito assieme, sul red carpet del Manuel Ritz, durante il Solid Party.

Matteo Ragni

Che cos’è il design per te?

Niente. È un’attitudine al pensiero.

Dove trovi le tue ispirazioni?

Me lo chiedo anche io, nel senso che le ispirazioni arrivano nel luogo e nel momento meno programmato. Credo che l’ispirazione giusta avvenga quando non stai cercando la soluzione, spesso succede così. Chiaramente poi l’ispirazione arriva quando ti apri al mondo e a quello che succede attorno a te.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Da piccolo mia mamma diceva che ero molto ingegnoso e quindi pensava che volessi fare l’ingegnere. In realtà poi ho scoperto che volevo fare l’architetto, ma il primo anno di università ho scoperto che mi piaceva disegnare gli oggetti. Così, in maniera da architetto autodidatta, ho fatto i miei errori, i miei esperimenti e mi sono appassionato.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Assolutamente sì. I designer sono come dei politici, che aiutano le persone a vivere meglio. Il mio slogan è “We design for better things” (trad. ita: Progettiamo per cose migliori), preso da una canzone di Bruce Springsteen. Anche questo tavolo dove siamo seduti è un esempio, con la sua forma che invita alla convivialità.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Con Matteo Ragni, presso lo showroom di Ceramiche Refin a Milano.

Nika Zupanc

Che cos’è il design per te?

Cambiare il futuro, cambiando il presente.

Dove trovi le tue ispirazioni?

Generalmente trovo le mie ispirazioni nei posti che sembrano i meno adatti. Per esempio nella normale e noiosa quotidianità, nei piccoli dettagli, nell’energia della natura.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Ho sempre avuto dentro di me una grande forza, che ho seguito incondizionatamente. Non sono nata da una famiglia di designer, nè di architetti, ma ho sempre avuto questa esigenza, quasi urgenza, di raccontare storie, che si è trasferita nel modo più semplice per me, nell’essere una designer.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Assolutamente. Penso che i designer possano urlare molto forte e farsi sentire. Per questo motivo penso soprattutto che i designer debbano essere molto attenti in quello che fanno. E penso anche che le persone che utilizzano gli oggetti di design debbano essere consapevoli di questo passaggio e del perchè certe cose esistono e vadano usate in un certo modo.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Nika Zupanc posa assieme a me e alla sedia. Anche lei come me ama molto le foto in posa, perfette per instagram.

Paolo Pinifarina

Che cos’è il design per te?

Il design è molto legato alla funzionalità. Mi piace pensare che sia un modo esteticamente piacevole di risolvere problemi funzionali.

Dove trovi le tue ispirazioni?

L’ispirazione, diciamo primordiale, la trovo nelle forme della natura: la fluidità, il dinamismo, l’aerodinamismo. L’ispirazione generale però viene dalla conoscenza, dall’esperienza, dal mantenimento di una coerenza con quello che si è fatto e anche dagli errori che si sono fatti.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

È un processo che è nato a metà degli anni ’80, da una felicissima intuizione di mio padre. Lui giustamente riteneva che Pininfarina avesse tutte le potenzialità per diventare per diventare designer a 360 gradi: non solo legato all’automobile, ma a tutto il mondo del design. Mio padre incaricò me di sviluppare questo progetto, che è partito dall’industrial design e dall’arredamento, dove Snaidero è stato uno dei primi partner, infatti festeggiamo quest’anno 30 anni esatti di collaborazione.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Assolutamente sì. Non basta disegnare cose belle o di lusso. Il designer deve scegliere materiali, tecnologie e soluzioni funzionali. Il designer ha proprio un ruolo etico, come l’architetto, deve lavorare per far sì che il mondo diventi un posto migliore.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Paolo Pininfarina si fa spazio tra la folla e mi spiega la cura progettuale nell’elaborare angoli tondi.

Cristina Celestino

Che cos’è il design per te?

Soprattutto una passione, che è poi diventata anche il mio lavoro. Si tratta di unire progetto, valore estetico e narrativo per creare un prodotto che, oltre che essere funzionale, ha anche una storia da raccontare.

Dove trovi le tue ispirazioni?

Ovunque! Diciamo che saperle cercare e avere in mente cosa si sta cercando.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Ripensando alla mia infanzia, sono sempre stata creativa. Poi, dopo il Liceo Scientifico, ho iniziato la facoltà di architettura perchè pensavo fosse vicina alle mie inclinazioni. Effettivamente, se tornassi indietro, farei comunque architettura. Poi dall’architettura, nel mondo del lavoro, sono passata al mondo del design.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Forse è un po’ pretenzioso, però in un certo senso ha questo ruolo. Ma comunque non darei troppa importanza al design, perchè penso che in ogni lavoro ci siano responsabilità.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Cristina Celestino (a sinistra, naturalmente) durante la mia visita e l’incontro presso lo stand di GTV.

Per GTV lo scorso anno ho intervistato il duo LucidiPevere!

Hella Jongerius

Che cos’è il design per te?

Essere designer vuol dire fare una professione che impone di infondere novità. Il design ha una grande importanza sociale: noi possiamo portare all’attenzione di molti argomenti come la sostenibilità, il cambiamento culturale.

Dove trovi le tue ispirazioni?

Nella vita quotidiana: nell’arte, nella natura, nel mondo dove vivo. Per me l’ispirazione è ovunque io sia presente.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Sono una persona creativa, ma volevo realizzare prodotti non arte.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

Sì, assolutamente sì. Penso che il design abbia in sè delle responsabilità e penso che nel mondo ci sia bisogno anche di elevarci: viviamo in un mondo che ha già ciò di cui ha bisogno, quindi è importante creare cose nuove che possano portare dei cambiamenti positivi.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Hella Jongerius che mostra il suo sfondo preferito, parte della sua collezione Diarama.

Marc Sadler

Che cos’è il design per te?

È una domanda a cui rispondo da vent’anni. A seconda dei momenti dico cose diverse: in questo caso, vicino a queste mie valigie (ndb: Cookstation di FPM), è dare una risposta a un cliente. Una risposta di lusso, molto italiano.

Dove trovi le tue ispirazioni?

C’è un fattore culturale che sta dietro. Viaggio, vado nei musei, faccio un po’ la “spugna” e assorbo la cultura del momento. Però alle volte rispondo anche a richieste specifiche e laddove c’è un prezzo, un gusto, dei materiali vado a scavare nel mio bacino personale di informazioni che mi sono creato. Spesso però lavoro in team, con altri che portano competenze che io non ho.

Cosa ti ha portato a lavorare nel mondo del design?

Quando ero studente a Parigi era nato un nuovo corso. Si chiamava Estetique Industrielle, non si chiamava design perchè i francesi odiano le parole inglesi. La cosa mi è piaciuta subito perchè era diversa dall’architettura e a me è sempre piaciuto creare e riparare cose, mi ci vedevo bene. Mi sono iscritto a questo corso ed eravamo in quattro, mentre ora è molto di moda.

Pensi che il design abbia un ruolo di educatore sociale?

È fondamentale essere coscienti di quello che succede. Oggi lavorare con materiali riciclabili, come le valigie Cookstation in alluminio, è importante. Se posso influenzare i miei clienti in questo senso, cerco di farlo sempre, per lasciare un mondo migliore ai giovani di oggi.

Che cos'è il design? 7 (super) designer a confronto

Io e Marc Sadler davanti all’installazione della sua Cookstation per FPM, presso l’Università Statale di Milano.

Ti è piaciuta questa intervista? Scrivi la tua nei commenti o sbircia qui:

#ChiediamoloA Mette Hay: la fondatrice di Hay!

#ChiediamoloA Paola Marella: consigli per aspiranti immobiliari

Nendo il must see del Fuorisalone

E non dimenticarti di lasciare un cuoricino! 😉

L'articolo Che cos’è il design? 7 (super) designer a confronto proviene da Architempore.

]]>
http://www.architempore.com/cose-il-design-intervista/feed/ 8