Architetta | Eileen Gray, la rivale di Le Corbusier

Architetta | Eileen Gray, la rivale di Le Corbusier

C’è una casa molto importante per la storia dell’architettura modernista francese: si chiama E.1027 ed è stata progettata da Eileen Gray. La casa è solo uno dei suoi successi, poichè Eileen Gray è stata una designer che ha fatto la storia della decorazione d’interni e progettato alcuni mobili di design classico, i cui pezzi originali tutt’oggi raggiungono all’asta prezzi incredibili.

Chi è Eileen Gray?

Nata in Irlanda nel 1878 e morta in Francia, a Parigi, nel 1976. Ha studiato alla Fine Art School di Londra, ma è stato il suo trasferimento a Parigi ad essere decisivo per la sua carriera, nel 1906. Eileen Gray è diventata infatti una delle più importanti laccatrici del secolo scorso, grazie agli studi sotto la guida di un artigiano giapponese.

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©classicon.com | Il tavolo e.1027 e il paravento laccato Schermo.

Nel 1919 realizza gli interni per l’appartamento parigino di Madame Mathieu Lèvy. Questo lavoro la consacra icona dell’interior designer e le permette di progettare e realizzare alcuni complementi d’arredo. Inoltre diviene parte del movimento De Stijl, in Italia conosciuto come Stile Liberty. Si tratta di un’occasione molto rara, per una donna.

Icone del design

Il tavolo E.1027 (1927), il Sofà Lota, la poltrona Transat (1925-26) e la poltrona Bibendum (1925) sono pezzi iconici, che hanno fatto la storia del design. I suoi pannelli laccati inoltre, come il paravento Schermo (1922-25), sono diventati un simbolo dell’arredamento Art Dèco prima e modernista poi.

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La poltrona Bibendum e il tavolo E.1027

Dopo la progettazione della villa E -1027 ed alcune altre abitazioni private, il nome Eileen Gray è completamente scomparso. Come mai?

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©Manuel Bougot | La villa oggi.

E.1027

Hai mai sentito parlare del Le Cabanon di Le Corbusier? Secondo me sì: se credi di no è perchè eri assente quel giorno a scuola. Ecco, si trova a Roquebrune – Cap Martin, in Francia, proprio di fianco alla villa E.1027 e Le Corbusier prese questa villa come riferimento compositivo (sì, anche lui prendeva spunti). Hai presente quella fotografia di Le Corbusier mentre dipinge nudo su una parete? Fotografia decisamente sprezzante, simbolo del personaggio Le Corbusier. I muri che sta dipingendo sono proprio della villa E.1027.

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Le Corbusier all’opera. Questa foto è iconica, ma in pochi conoscono le sue origini.

La villa fino al 2006 è rimasta in completo stato di abbandono. In alcune riviste si è fatto cenno alla villa e di come Le Corbusier abbia dato lustro alla casa con la sua arte. Tante pubblicazioni ruotano attorno al grande nome dell’architetto francese e dipingono Eileen Gray come un satellite di Le Corbusier e Badovici: appare alle cronache una donna schiva e rispettosa dei due architetti, che avrebbero contribuito molto alla progettazione della villa. Tuttavia alcuni studi di Joseph Rykwer, noto storico dell’architettura, hanno messo in dubbio questa versione dei fatti, contribuendo a riabilitare la figura della Gray come architetta.

La progettazione della villa

La villa è un atto d’amore che la Gray ha fatto per l’architetto Jean Badovici, che la convinse a distaccarsi dal lavoro di designer per dedicarsi all’architettura. Prende il suo nome proprio dalla coppia: E come Eileen, 10 come la J di Jean, 2 come la B di Badovici e 7 come la G di Gray.

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La pianta del livello principale.

L’impianto architettonico

La villa è sviluppata su tre piani, sorretta da pilotis, con la zona giorno orientata verso Sud. Il principio compositivo si muove dalla necessità di ritagliarsi spazi di privacy e comfort anche in una casa piccola. Ogni camera da letto ha un ingresso indipendente, un proprio balcone con vista sul mare e la zona giorno è un fluido open space. Al piano superiore la cucina è doppia: sia interna che esterna, sul balcone.

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Friends of e.1027 | Fotografia storica del salone principale, progettato ed arredato da Eileen Grey.

Gli interni

L‘arredo degli interni cerca di adattarsi al corpo umano e ai suoi bisogni. Nella zona giorno le piastrelle bianche riflettono la luce e i tavolini sono rivestiti in sughero per attutire i rumori. La camera da letto ha specchi snodabili e cassetti che vengono letteralmente incontro a chi sta sul letto. Lo stile segue i principi del razionalismo francese, con una predilezione per le forme pure e il colore bianco. La palette della casa è su toni chiari, interrotta da qualche elemento metallico e in pelle.

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©Michelle Brown | Una foto più attuale della casa, dopo il restauro conservativo. Si nota il murales di Le Corbusier laddove c’era un muro bianco.

La violenza dei murales

Proprio questo candore non deve essere andato a genio a Le Corbusier. Amico di Badovici e inizialmente ammiratore del lavoro di Eileen Gray, Le Corbusier frequentava spesso questa casa. Nel 1937 Eileen e Badovici si separano e quest’ultimo invita il celebre architetto alla villa E.1027, ad insaputa della Gray. Le Corbusier dipinge una serie di affreschi dai colori sgargianti sui muri candidi: sono 8 dipinti, il cui tema principale è schernire la sessualità di Eileen Gray. Lei rimane sconvolta e ferita da questa violazione del suo spazio intimo, una casa in cui viveva e che ha progettato per sè.

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©Michelle Brown | Murales di Le Corbusier

Si tratta di arte, certo. Ma arte non richiesta, che è stata vissuta come una violenza: perchè Le Corbusier ha deciso letteralmente di ricoprire con la sua presenza i muri della casa di un’altra persona? Una donna bisessuale, che vive “come un uomo” e progetta come un architetto è una figura scomoda. Da questo momento in poi il nome di Eileen Gray scompare piano piano dalle riviste e di lei si parla sempre meno. La villa viene attribuita a Le Corbusier, che non smentisce la cosa. Anche Badovici non fa nulla per riabilitare la figura di una donna che gli ha dedicato (e intestato) una casa.

Dopo quasi 100 anni da questi eventi la sua figura è stata riabilitata. Nel 2015 il film “The price of Desire” ha contribuito a parlare della figura di Eileen Gray e a ricostruire la vicenda della villa E.1027, unitamente con la fine di un restauro conservativo promosso dalla fondazione Friends of E.2017.

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